
Una secca bocciatura. Le ultime proiezioni parlano di un 77% di no al salario minimo. Ancora non si sa come il Ticino si sia espresso in merito a questo tema in votazione popolare ma già giungono le prime reazioni dal PS. "Non posso che essere deluso", ci dice il sindacalista Raoul Ghisletta. "E' un voto che sottovaluta il problema dei bassi salari. Un problema che tocca circa il 10% della popolazione e che difficilmente si risolverà in futuro attraverso i negoziati con i datori di lavoro. Sono deluso perchè non avremo una soluzione ad un problema grave".
Ma come si spiega una stangata così netta, chiediamo a Ghisletta. "Penso sia un rifiuto ideologico di far intervenire lo Stato nell'economia. Si pensa che le cose si aggiustino da sole. Ma trovo che in realtà sia una mancanza di solidarietà nei confronti di quella minoranza che guadagna meno di 4mila franchi. Una cifra che non basta per vivere in Svizzera".
E Ghisletta conclude: "certo è un tema difficile in assoluto ma l'iniziativa un qualche risultato lo ha avuto. Quello di aprire un dibattito creando effetti collaterali. Anche datori di lavoro sembrano più disposti a contrattare. Ma per noi sindacalisti, senza il minimo dei 4mila franchi, il lavoro sarà più difficile".
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

