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Ticino
Ghisletta: "Bignasca dimissioni da AIL!"
Redazione
15 anni fa
Ghisletta "la strategia di investire 112 milioni in Alpiq si è rivelata sbagliata". Il Nano: "Dovrà rimangiarsi quello che ha detto"

"Quasi ogni domenica il tandem dei municipali luganesi Bignasca/Quadri attacca dalle colonne del Mattino della domenica l’Azienda elettrica ticinese e chiede le dimissioni dei vertici della stessa. In realtà è Bignasca che deve dimissionare dal consiglio d’amministrazione delle AIL SA. Infatti la sua strategia di investire 112 milioni di franchi nelle azioni Alpiq (Motor Columbus/Atel) si è rivelata sbagliata e causerà importanti perdite alla società cittadina".E' con queste parole che il consigliere comunale socialista Raoul Ghisletta attacca oggi frontalmente il muncipale leghista Giuliano Bignasca. "Ricordiamo - aggiunge Ghisletta - che l’acquisto delle azioni Alpiq da UBS è stato deciso nel 2006 dalle AIL SA di Lugano ed è stato caldeggiato dal tandem Bignasca/Quadri in netta polemica sia con l'Azienda elettrica ticinese, sia con il Governo cantonale. Purtroppo anche il sindaco Giudici e i partiti luganesi hanno sostenuto l’acquisto, mentre altri Municipi ed AET hanno saggiamente declinato l’allettante offerta, evitando in tal modo milioni di perdite". Ghisletta dà i numeriPoi l'analisi: "Il valore di mercato dell’azione Alpiq era di 360 Fr al 31.12.2010 e l’azione ha perso il 50% del suo valore nel corso del 2011 (nella prima settimana di novembre il corso è rimasto inferiore a Fr 180/azione). Il Gruppo Alpiq per il 2011 prevede una perdita d’esercizio e taglierà di 450 posti di lavoro, di cui la metà in Svizzera. Invece di investire i 112 milioni di Fr in impianti produttivi innovativi, le AIL SA nel 2006 hanno scelto di metterli in un'operazione di borsa, su spinta di Giuliano Bignasca. In tal modo le AIL SA non hanno investito per potenziare le fonti energetiche proprie: dato che le AIL SA continuano (giustamente) a rifornirsi di elettricità dalla tanto vituperata AET, l’investimento in azioni Alpiq è andato male anche per chi pensava che Alpiq potesse rifornire le AIL di energia a prezzi più interessanti rispetto ad AET". Ghisletta: "Bignasca deve smettere di attaccare l’AET per mascherare i propri fallimenti"E le conclusioni di Ghisletta sono queste: "Bignasca deve pertanto smettere di attaccare l’Azienda elettrica ticinese per mascherare i propri fallimenti e anche i suoi fiancheggiatori in Parlamento devono smetterla di credere alle frottole dei leghisti su AET. I politici seri devono lavorare per rafforzare l’azienda elettrica cantonale e fare in modo che possa procedere al riscatto degli impianti idroelettrici in mano alle società d’oltralpe e che possa sviluppare la produzione di nuove energie rinnovabili, come quella eolica e solare. Ricordiamo che il primo riscatto di un impianto di produzione idroelettrica sarà proprio quello di un impianto di proprietà di Alpiq: il Lucendro, nel 2024. Anche per questo occorre evitare ogni inciucio con i capitalisti d’oltralpe proprietari delle nostre acque. La vicenda dell’acquisto da parte di AIL SA delle azioni Alpiq per 112 milioni di franchi nel 2006 deve essere ricordata come una brutta pagina non solamente per le perdite che essa causa all’azienda elettrica dei Luganesi e per l’utilizzo errato di importanti risorse finanziarie, ma anche per il legame che crea tra la maggiore società elettrica di distribuzione in Ticino e una società capitalistica d’oltralpe che controlla quantitativi notevoli delle acque ticinesi". Bignasca: "Ghisletta dovrà rimangiarsi quello che ha detto"“Stiamo preparando i conti - replica a Teleticino Giuliano Bignasca - e Ghisletta dovrà rimangiarsi quello che ha detto. Dall’operazione Apliq le AIL hanno guadagnato 85 milioni in dividendi e le azioni valgono ancora, nonostante le difficoltà di Alpiq, 112 milioni. E se avessimo venduto quando lo dicevo io avremmo guadagnato anche di più. Capito?”

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