
Quando mancano ancora 24 comuni da scrutinare si possono già tirare le somme sull'iniziativa anti-burqa approvata dal 65.4% dei votanti. Il controprogetto è stato anch'esso accettato con il 60.20% di voti. L’iniziativa anti-burqa stacca il controprogetto anche nella domanda suppletoria con il 52.6% contro il 36.9% del controprogetto.
Risultati che non possono che soddisfare Giorgio Ghiringhelli, che già stamane era fiducioso sull'esito della votazione.
In un comunicato stampa, Ghiringhelli ha voluto commentare i risultati, ormai certi, della votazione odierna: “è stato un voto storico per il Ticino, perché ha modificato la Costituzione cantonale; ma è stato un voto destinato a far storia anche in Svizzera e all’estero, dove forse l’esempio ticinese si propagherà a macchia d’olio a dimostrazione del fatto che questa votazione, considerata una perdita di tempo e di denaro dagli avversari, non è stata inutile.”
Nel suo commento, il Ghiro non ha risparmiato una stoccata ai fautori del doppio no: “i grandi perdenti di questa votazione (specie certe donne dell’area rosso-verde), che si sono battuti per difendere l’indifendibile, cercando di fare del burqa un simbolo di libertà. Invece il Popolo ha detto chiaramente che il burqa é un simbolo dell’oppressione della donna da parte degli estremisti islamisti, un simbolo contrario all'uguaglianza dei sessi e all'integrazione, un simbolo che lede la dignità di tutti, uomini e donne.”
La modifica di legge entrerà quindi nella Costituzione cantonale. Ma dovrà comunque passare al vaglio dell’Assemblea federale, che dovrà concedergli la Garanzia federale. E sul possibile dibattito che ne risulterà Ghiringhelli resta fiducioso: “vi sarà una battaglia di tipo ideologico da parte soprattutto delle forze cosiddette progressiste. Del resto quello di portare il dibattito sul burqa a livello nazionale era uno dei nostro obiettivi dichiarati.”
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