
Giorgio Ghiringhelli, “Il Guastafeste”, torna alla carica in merito al tema del divieto di indossare il burqa. Tramite un comunicato, Ghiringhelli precisa che: “Nell’aprile del 2010 avevo consegnato al Gran Consiglio una petizione firmata da quasi 3'000 persone con la quale si chiedeva di vietare la dissimulazione del viso in pubblico (il bersaglio erano il burqa e il niqab). Già due settimane dopo la Commissione delle petizioni mi convocò per un’audizione, dandomi così la falsa impressione che si voleva accelerare l’evasione della petizione. E invece passarono ancora ben 9 mesi prima che la Commissione convocasse per il 7 febbraio scorso Luigi Pedrazzini ed il capo della polizia cantonale (Piazzini) per sentire il loro parere sull’argomento”.
“Il risultato di queste lungaggini – continua il comunicato - è che la petizione non é fra le trattande che verranno discusse dal Gran Consiglio nell’ultima sessione della legislatura che avrà inizio il 14 marzo. Ricordo che l’art. 8 lettera L della nostra Costituzione cantonale dice che le petizioni devono essere evase in un termine “ragionevole” , e per questo motivo, in rappresentanza dei molti firmatari della petizione, non mi resta che esprimere il mio rammarico per l’insabbiamento della nostra petizione”.Accuse alla politica“Evidentemente i nostri baldi e coraggiosi politici hanno preferito schivare l’oliva prima delle elezioni cantonali , passando la patata bollente a chi verrà eletto il 10 aprile. Allora vorrei ricordare a questi “furbetti” che quando i politici non fanno il loro dovere non c’è poi da stupirsi se a legiferare ci pensano i cittadini tramite la democrazia diretta. Per cui annuncio che prima delle elezioni cantonali verrà lanciata in Ticino un’iniziativa popolare concernente il burqa, e tramite la stampa lancio un appello per cercare volontari disposti a raccogliere firme alle bancarelle che verranno sistemate fuori dai seggi elettorali di diversi Comuni in occasione delle elezioni del 10 aprile”.Ghiringhelli continua “Auspico che gli organi di informazione che intervistano i candidati e sottopongono loro diverse domande per aiutare i cittadini a operare una scelta fra di loro, si ricordino di inserire fra le domande anche la seguente “ sareste d’accordo di vietare il burqa in Ticino ?”. Perché volenti o nolenti il burqa ( e quel che c’è dietro) diverrà un tema elettorale e potrà servire a indirizzare le scelte degli elettori”.Sostegno a Lega e UDC“Io ad esempio voterò Lega/UDC perché sono gli unici partiti che hanno dimostrato di aver capito i pericoli dell’islamizzazione in Europa e in Svizzera : un argomento che forse non interessa ancora alle masse ma che di questo passo è destinato a divenire fra non molti anni il problema numero uno ( e in certi Paesi europei forse lo è già). Un’iniziativa contro il burqa consentirà per lo meno di far capire agli integralisti (come quelli del filmato qui sotto citato) che questa non è terra ospitale per loro, e avrà un effetto preventivo per tenerli alla larga. E darò un voto preferenziale pure al candidato musulmano del PPD Ziwamil Kareem, che in un articolo apparso sul Corriere del Ticino il 14 gennaio scorso si era espresso contro il burqa : sono questi i musulmani a cui occorrerebbe dar voce e non quelli integralisti che non vogliono integrarsi e che vorrebbero imporci la legge del corano!”
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