
"Quando i deputati ostacolano la trasparenza". Titola così, Giorgio Ghiringhelli, il comunicato con il quale annuncia di aver vinto un ricorso contro una decisione della Commissione costituzione e diritti politici del Gran Consiglio, all'epoca dei fatti presieduta dal deputato Carlo Luigi Caimi.
"Lo scorso 25 novembre la Commissione cantonale per la protezione dei dati ( autorità preposta a evadere i ricorsi di prima istanza concernenti l’applicazione della Legge cantonale sull’informazione e la trasparenza – LIT - in vigore dal 1. gennaio 2013) , accogliendo parzialmente un mio ricorso del 26 marzo scorso, ha “ordinato” alla Commissione Costituzione e diritti politici del Gran Consiglio – a quell’epoca presieduta da Carlo Luigi Caimi – di trasmettermi due documenti che io avevo chiesto e che mi erano stati negati con pretesti vari" scrive Ghiringhelli. "Si trattava di documenti relativi alla ricevibilità della mia iniziativa popolare “Avanti con le nuove città di Locarno e Bellinzona”."
Il Guastafeste fa notare che si trattava "del primo e finora unico ricorso presentato in merito all’applicazione della nuova legge, che era stata richiesta da un’iniziativa popolare lanciata nel 2007 da Alberto Siccardi e di cui il sottoscritto era stato copromotore." La sentenza è dunque importante, secondo Ghiringhelli, "perché consente di far chiarezza su taluni aspetti della nuova legge, a tutto vantaggio di quelle persone che in futuro si troveranno nella mia stessa situazione."
"In base alla sentenza" afferma Ghiringhelli, "se la Commissione Costituzione e diritti politici avesse seguito lo spirito della legge il parere giuridico di Michele Albertini concernente la ricevibilità dell’iniziativa “Avanti con le nuove città di Locarno e Bellinzona” avrebbe dovuto essermi trasmessa al momento in cui la Commissione aveva redatto il suo rapporto all’indirizzo del Gran Consiglio, cioè lo scorso 5 settembre. Invece a tutt’oggi , in attesa che scada il termine per un eventuale ricorso al TRAM, non ne sono ancora in possesso . Nel frattempo il Gran Consiglio ha votato contro la ricevibilità dell’iniziativa ( 14 ottobre) e il comitato promotore della stessa ha interposto un ricorso al Tribunale federale (13 novembre) senza aver potuto leggere le argomentazioni giuridiche di Michele Albertini che hanno contribuito in modo determinante a far bocciare la ricevibilità dell’iniziativa. Ovvio che siamo stati danneggiati, e guarda caso il relatore del rapporto di maggioranza contrario alla ricevibilità era proprio quel Carlo Luigi Caimi che in veste di presidente della Commissione si è dato un gran daffare per negarci e farci negare con argomenti in buona parte pretestuosi qualsiasi diritto di consultare il documento richiesto in vista del ricorso a Losanna…"
Contro la sentenza emessa dalla Commissione , presieduta dal Pretore di Lugano Francesco Trezzini, la Commissione Costituzione e diritti politici potrà comunque ricorrere al TRAM entro 15 giorni.
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