
Acquistano vivacità i segnali di dinamismo dell’economia ticinese, già riscontrati nei periodi precedenti, soprattutto alla luce di un contesto internazionale migliorato ma tuttora fragile. Tendenza in linea, sebbene più tenue, rispetto a quella osservata su scala nazionale, dove a dare slancio alla fase espansiva è soprattutto la domanda interna (consumi privati e spesa del settore pubblico) a fronte di una domanda estera ancora fiacca. Lo rileva il monitoraggio congiunturale pubblicato dall'Ufficio di statistica.
Anche nel nostro cantone la domanda interna continua a sostenere l’economia, né sono una prova la robustezza del settore delle costruzioni e la lenta ma costante progressione del settore bancario (grazie alla richiesta di prestazioni proveniente dalla clientela indigena).
Più nebulosa per contro la situazione dei consumi privati che ancora languono e si riflettono nelle difficoltà incontrate dal commercio al dettaglio. Il graduale rasserenamento della congiuntura mondiale si riflette in una maggior stabilità dei comparti esposti ai mercati esteri, come l’industria d’esportazione o il settore turistico. Questa ritrovata dinamicità si manifesta sul mercato del lavoro attraverso il continuo aumento d’impieghi, ma non ancora nel riassorbimento della disoccupazione che perlomeno non aumenta.
Il quadro prospettico non esclude però correttivi (al ribasso) sul versante dell’impiego benché le aspettative a breve termine degli operatori economici sono orientate verso un tendenziale miglioramento degli affari.
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