
Al sud delle Alpi e in Engadina il 2011 si è aperto con il primo mese dell’anno relativamente mite, con precipitazioni modeste e un soleggiamento più o meno ampio a seconda delle regioni. Lo scarto positivo della temperatura è in generale risultato inferiore a un grado, mentre le precipitazioni non hanno raggiunto che il 50-60% circa della media, con punte minime attorno al 30% nell’alto Ticino e nell’Engadina centrale. Nel Sopraceneri le ore di sole sono restate leggermente sotto la media, nelle altre regioni i valori hanno superato la norma, con il massimo in bassa Engadina dove è stato superato il 130% della media. Anche nella Svizzera nordalpina la temperatura è stata mite, con uno scarto positivo sensibilmente più grande che al sud, in particolare nelle valli interessate dal favonio dove la norma è stata superata anche di 2 gradi. Su quasi tutto il territorio le precipitazioni sono risultate deficitarie, mentre il soleggiamento è stato molto abbondante, in particolare nelle regioni centrali dove si è avuta una presenza del sole anche doppia della media pluriennale. Nei primi giorni del mese la distribuzione generale della pressione è stata caratterizzata da zona di alta pressione sull’Europa, con tempo abbastanza soleggiato ma in presenza di masse d’aria relativamente fredde. Dal 6 al 10 è poi seguito un periodo di forte sbarramento al sud delle Alpi che ha causato favonio e temperature elevate nelle valli nordalpine e le uniche, modeste, precipitazioni del mese al sud. L’arrivo di aria meno fredda ha progressivamente fatto salire il limite delle nevicate a quote elevate e in pianura è caduto solo qualche fiocco di neve. Dall’11 fino al 19 circa, l’Europa centrale si è perlopiù trovata sotto l’influsso di correnti sudoccidentali di origine subtropicale che hanno portato a uno scarto positivo della temperatura giornaliera di parecchi gradi, soprattutto in montagna, dove per alcune notti la temperatura è restata sopra zero fino a oltre 2000 m di quota. In seguito, e fino al 27, la situazione è invece stata dominata da un vasto e ben sviluppato anticiclone con centro sulle Isole britanniche, che ha convogliato aria più fredda dall’Europa del nord verso il Mediterraneo ma provocando anche delle fasi di favonio con temperature molto gradevoli. Negli ultimi giorni del mese si sono invece stabilite deboli correnti dapprima da sudovest, poi da est, che hanno portato alla formazione di foschia o nebbia e la limitazione quasi totale del soleggiamento. La scarsità di precipitazioni e le fasi di temperature elevate hanno avuto ripercussioni negative sul manto nevoso che alla fine del mese era generalmente inferiore alla media pluriennale, in particolare sul versante nord alpino.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

