
Le accuse lanciate dalle due deputate al Gran Consiglio Greta Gysin e Claudia Crivelli Barella erano pesanti. Inquinamenti incontrollati su una montagna, il Generoso, che rappresenta uno dei più importanti patrimoni naturalistici del Cantone. E il Consiglio di Stato non ha voluto far attendere le sue precisazioni a riguardo, in modo da sgomberare il campo da malintesi e ipotesi catastrofiste. Nella lunga risposta odierna all'interrogazione delle due rappresentanti dei Verdi, il Governo inizia mettendo alcuni puntini sulle i. "Le notizie riportate dagli organi di stampa richiedono alcune precisazioni e correttivi" si legge in cima al lungo testo, oltre nove pagine (vedi la risposta completa in allegato).Liquami fognari - Prima puntualizzazione, i liquami fognari di cui si è parlato non esistono. Sono semmai acque di scarico depurate, sempre risultate conformi ai limiti stabilite dalle ordinanze. Non si è quindi verificato nessun inquinamento. Pure da correggere è il dato riguardante il volume degli scarichi, 20 m3 al giorno anziché i 100'000 m3 riferiti dai media. Proseguendo tra le sedici risposte del Consiglio di Stato, si apprende che lo stesso era a conoscenza della presenza di acque di scarico nella Grotta del Canalone già dal 2008. Ribadisce però che non si è trattato di inquinamento, tranne che in rari momenti di forte presenza di turisti. Nuova canalizzazione - Si parla pure di soluzioni al problema, che malgrado non sia stato definito "inquinamento" resta pur sempre un problema. Nella prossima primavera verrà eseguita una nuova prova di tracciamento, mentre con un investimento di 1,3 milioni di franchi il proprietario dell'hotel costruirà, nel corso del 2014, una canalizzazione ad hoc. Per quanto concerne la Grotta del Canalone, il Cantone si dice favorevole alla possibilità di metterla sotto protezione ai sensi della Legge sulla protezione della natura ma con una serie di distinguo sminuisce la portata dell'inquinamento descritta dai Verdi. "Preannunciare è normale prassi" - I controlli preannunciati all'impianto, denunciati da un ex dipendenti, sono invece liquidati come "normale prassi", a maggior ragione nel caso del Generoso, che vanta un'ubicazione discosta. E sull'ipotesi di una chiusura forzata dell'hotel, ipotesi ventilata dai Verdi, la risposta è lapidaria: non ve n'è motivo. Mini-inceneritore - Ultimo capitolo, il mini-inceneritore presente in vetta. Il Consiglio di Stato ammette di non esserne stato a conoscenza. La direzione, però, in seguito alla denuncia dei Verdi ha riconosciuto che l'inceneritore si trovava in vetta da decenni e che, data l'impossibilità di omologarlo, provvederà ad eliminarlo, assumendosi nel contempo le proprie responsabilità. La sanzione può andare fino a una multa di 20'000 franchi.
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