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Ticino
Generali: "La Wegelin ha violato le norme. Vicenda triste"
Redazione
15 anni fa
Il presidente dell'Associazione bancaria ticinese definisce "inattesa" la notizia dell'acquisizione della Wegelin da parte di Raiffeisen

Vendere a malincuore i gioielli per fare cassa e tenersi la pepa tencia. E’ questa la mossa, la drastica decisione, che i proprietari della banca Wegelin hanno messo in atto per non farsi affossare in modo brutale dagli americani che, quando hanno scoperto che la banca sangallese si era interessata troppo ai clienti statunitensi dell’UBS, non sono certo rimasti a guardare. Oggi i commenti della stampa alla clamorosa operazione, benedetta dall’autorità federale di vigilanza dei mercati finanziari (FINMA), che ha dato il via libera alla scissione della Wegelin, sono piuttosto unanimi. La storica banca svizzera, che con orgoglio ha sempre sottolineato di essere la più antica, ha giocato col fuoco. Non è bastato l’allontanamento settimana scorsa di Christian Hafner, socio accomandatario. Ricordiamo che su tre alti dirigenti operativi negli Stati Uniti pende una denuncia penale, per aver tentato di sottrarre al fisco americano 1 miliardo e 200 milioni di dollari. Per il presidente dell’Associazione bancaria ticinese Claudio Generali, da noi contattato, la questione è molto semplice: la Wegelin ha semplicemente violato le regole.

“Sono stati commessi gravi errori e violate le regole svizzere: è dal 1991 che l’assistenza attiva alla fuga di capitale è proibita. Il passo deciso ieri giunge inatteso e fa anche tristezza perché colpisce una delle banche storiche del nostro Paese”, ci dice Generali che aggiunge: “Ora l’operazione che è stata fatta è tutta da vedere. La Raiffeisen, che è praticamente monoculturale con la raccolta del risparmio e del credito ipotecario, ma che da tempo sta ampliando alla gestione patrimoniale, con questa acquisizione fa un bel passo avanti. Vedremo -  conclude il presidente dell’ABT - se le due culture bancarie che sono molto diverse riusciranno ad integrarsi”.

IC

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