
"Forse il capo della Sezione degli enti locali Elio Genazzi non ha capito bene il nostro messaggio. Noi non intendiamo adire la via ricorsuale, bensì sperimentare il referendum dei comuni!"
È questa, in pratica, la risposta del sindaco di Chiasso Moreno Colombo all'intervista rilasciata ieri sera da Genazzi a Radio 3i (vedi articolo correlato), nella quale il capo della Sezione degli enti locali ricordava ai sindaci del Mendrisiotto che si sono uniti per protestare contro i nuovi oneri imposti dal Cantone "che dovranno assumersi anche le conseguenze politiche di questa scelta."
Genazzi sottolineava che "rimane comunque l'alternativa della via ricorsuale per chiarire ulteriori aspetti di una vicenda abbastanza intricata."
Ma, come detto, i sindaci del Mendrisiotto non intendono adire la via ricorsuale.
"Il capo della Sezione degli enti locali glissa sulla tematica che i comuni ticinesi vorrebbero sperimentare" afferma Colombo, "ovvero il referendum dei comuni."
"Infatti" prosegue Colombo, "se il Gran Consiglio dovesse approvare i nuovi oneri a carico dei comuni, gli enti locali potrebbero indire un referendum dei comuni (1/5 con molti in delega dei municipi) e non la via ricorsuale che indica lui."
"Coldrerio l'ha messo nero su bianco e altri probabilmente lo seguiranno" sottolinea il sindaco di Chiasso.
Il quale confida comunque ancora in un ripensamento da parte del Cantone: "Ora speriamo che la Commissione della gestione del Gran Consiglio modifichi queste decisioni unilaterali e non discusse con i comuni."
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