
Il rigore dell’inverno, particolarmente intenso in questi giorni e con temperature che raggiungono e superano i -10 gradi, evidenzia una volta in più la necessità di un centro che possa accogliere persone prive di alloggio, o in alloggi precari, in situazione di emergenza. Come Movimento dei Senza Voce - si legge in una nota diramata oggi - da dieci anni "ci occupiamo delle persone con problemi di alloggio presenti sul territorio del nostro cantone". "Con la creazione nel 2004 del centro di prima accoglienza Casa Astra, abbiamo potuto godere in questi anni di un osservatorio privilegiato, pertinente e concreto su questo fenomeno, spesso frainteso e purtroppo in costante crescita". "La risposta alla necessità da noi segnalata - continua la nota stampa del Movimento dei Senza Voce - ha trovato concretizzazione due anni fa con l’apertura da dicembre a febbraio del bunker della protezione civile a Lumino. Purtroppo neppure questa, ovviamente insoddisfacente e inadatta, offerta si è concretizzata, e il Cantone non ha risposte e un tetto da offrire a chi è ora in situazione di emergenza". E ancora: "Le condizioni climatiche estreme di questi giorni impongono la ricerca immediata di una soluzione". "Per rispondere concretamente all’urgenza pensiamo che a questo punto siano i comuni a dover dare dimostrazione di una capacità di reazione immediata, rendendo disponibile a chiunque ne abbia bisogno uno spazio dove pernottare e trascorrere le ore diurne". E infine: "Casa Astra, unico centro stabile e aperto tutto l’anno, solo dall’inizio di dicembre ad oggi, ha dovuto rifiutare 40 richieste di aiuto (per l’anno 2011 sono state 147 le richieste di entrata non soddisfatte per mancanza di spazio), a cui bisogna sommare quelle fatte a Fra Martino Dotta anche presso la mensa di Viganello, ai servizi sociali, ad altri enti, nonché a cittadini privati. Di fronte a questa emergenza possiamo, come Cantone, in tutta coscienza permetterci dei distinguo tra residenti e non attendendo che bussino alla nostra porta invece di fare prevenzione? Nel resto d’Europa e negli altri Cantoni svizzeri il problema è sociale e solo sociale. Possiamo speculare sulla possibilità o meno che anche in Ticino di freddo si possa morire?"
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