
Il Giro d’Italia è arrivato in Ticino e ripartito questo pomeriggio in una rumorosa carovana rosa. Ma il momento di festa ha lasciato l’amaro in bocca a qualcuno. Fra gli espositori e gli stand del villaggio del Giro, che seguono passo dopo passo il percorso della manifestazione, c’è chi ha avuto qualche grattacapo all’inizio della parentesi ticinese.
Alla dogana con la svizzera lo stand di Algida non ha potuto importare in Ticino il suo carico di coni e coppette promozionali “Sono dovuti rimanere in Italia” – ci ha spiegato quest’oggi a Melide un’imbarazzata ragazza del gruppetto che anima il banchetto promozionale, che per scusarsi ci ha offerto con un sorriso un cappellino e una spilletta del "Cucciolone".
Nulla di grave, certo, ma il racconto della disavventura di Algida ci ha fatto alzare la cornetta per cercare di capire i contorni di questa vicenda e i limiti d'importazione entro cui è possibile importare gelati e più in generale derrate alimentari a fini promozionali, ma ancora una volta siamo rimasti a bocca asciutta.
Purtroppo, dalla direzione di circondario delle dogane a Lugano non abbiamo potuto per il momento ricevere una risposta. Ne sapremo di più domani mattina. Che si tratti di un disguido legato alla compilazione dei moduli per l’esportazione? O di un problema nello stoccaggio? O un problema legato ad una questione di marchio (i prodotti che in Italia hanno il marchio Algida, in Svizzera vengono venduti da "Lusso". Le due aziende hanno lo stesso logo e fanno capo alla multinazionale Unilever)? Non lo sappiamo ancora, ma di certo la partenza odierna, per qualcuno ha avuto un sapore piuttosto amaro.
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