
Uomini che si inginocchiano e si mettono a pregare per strada. Non è una scena che alle nostre latitudini si vede spesso, ma secondo Giorgio Ghiringhelli, sostenuto da Tiziano Galeazzi e Lelia Guscio è meglio prevenire che curare. Come? Con una petizione che chiede di vietare su suolo pubblico le preghiere che contengono messaggi di discriminazione e odio verso i fedeli di altre religioni. Nel mirino, nessuno ne fa mistero, l’islam.
Se ne discuterà la prossima settimana in Gran Consiglio, ma oggi la faccenda ha valicato le Alpi. Il St Galler Tagblatt, il Blick e altre testate svizzero tedesche hanno parlato della questione: “Gegen ein Ticinistan” titolano. Ma al di là dell’eco mediatica, la petizione non ha grandi speranze. In Commissione petizioni, come già riferito da Ticinonews (vedi articolo suggerito), neppure la maggioranza della Lega dei Ticinesi ha dato ragione a Ghiringhelli.
La linea, tanto per cominciare, è che non sia per nulla certo che le preghiere recitate per strada dai musulmani incitino all’odio. Le tesi secondo cui invocazioni come “La gente contro cui Dio è in collera” si riferiscano ad Ebrei e Cristiani, esortandone la discriminazione, non ha convinto insomma granché. E così, approvando la petizione, si finirebbe per imporre una restrizione preventiva che andrebbe a ledere il principio di proporzionalità. Anche perché comunque la legge già prescrive l’obbligo di autorizzazione per una manifestazione. Qui si tratterebbe di vietarlo tout curt: alla massa e ai singoli.
"Non si tratta di accanimento" precisa Tiziano Galeazzi ai microfoni di TeleTicino. "Ci sono anche moderati che non fanno questo genere di operazioni, ma pregano nei loro luoghi di culto. Dobbiamo dare delle regole. Secondo il rapporto di maggioranza firmato da Giorgio Pellanda oggi il problema non esiste, ma vogliamo vedere fra 20 anni? Meglio prevenire che curare".
Nonostante il sostegno dei granconsiglieri alla petizione di Giorgio Ghiringhelli si sia dimostrato scarsino, secondo Galeazzi non è detta l’ultima parola.
Maggiori dettagli nel servizio di TeleTicino
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