
È notizia di poche settimane fa: la GE Consumer & Industrial di Riazzino ha deciso di lasciare a casa 61 dei suoi 180 dipendenti e delocalizzare parte della produzione in Polonia. Già nel 2006 la stessa azienda aveva preso una misura simile, che aveva toccato in quell'occasione 80 posti di lavoro.
Il deputato leghista Giancarlo Seitz, allarmato per l'ennesima perdita di impieghi nel settore industriale del Locarnese, aveva quindi depositato un'interpellanza al Governo, per chiedere in che modo intendesse agire in questa situazione e cosa sarebbe stato fatto per seguire la situazione degli apprendisti assunti dalla GE.
Il Governo gli ha risposto in questi giorni. Pur deplorando la perdita di posti di lavoro, il Consiglio di Stato ricorda che in ambito di licenziamenti collettivi il margine di manovra dell'Amministrazione è limitato: "In nessun caso il Dipartimento, o meglio per esso la Sezione del lavoro, ha il compito di approvare i licenziamenti pronunciati dal datore di lavoro, il potere di revocarli o l'incarico di ratificare gli accordi elaborati dalle parti direttamente interessati."
Per quanto riguarda gli apprendisti, il Governo spiega che presso la GE vi sono attualmente 10 persone in formazione, di cui 9 domiciliate in Ticino, una in Italia. Tutti questi contratti di tirocinio sono seguiti dall'Ufficio della formazione industriale, che verifica l'evoluzione della formazione pratica in azienda almeno una volta all'anno. Anche se la produzione sarà fortemente toccata dalla ristrutturazione, il Governo afferma che, dopo recenti colloqui telefonici con il responsabile della formazione, è stato assicurato che il settore delle tecnologia resterà intatto, e con esso il reparto che forma apprendisti elettronici.
In merito agli apprendisti, il Governo aggiunge che la GE Consumer & Industrial di Riazzino beneficia di un contributo annuale quale Centro aziendale per la formazione di apprendisti. Nell'anno scolastico 2012/13 tale contributo è stato di 39'572.70 franchi, mentre per l'anno in corso è stato stanziato un contributo massimo di 36'519 franchi.
Il Governo conclude la sua risposta dicendo di concordare con l'interpellante "quando pone l'accento sull'importanza della tutela e della valorizzazione delle competenze indigene. Allorquando un servizio può essere svolto proficuamente da un'azienda locale è corretto farvi capo."
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