
Il tempo stringe e la tensione sale. L’editore ha imposto un nuovo giorno di silenzio stampa. E i collaboratori non possono parlare.
La situazione debitoria del giornale continua ad essere un’incognita. “Vorrei parlare” commenta sottovoce la direttrice Alessandra Zumthor ai colleghi di TeleTicino, ma non posso aiutarvi. Non rimane che attendere.
Un’attesa che sfianca e che a 8 giorni dal deposito dei bilanci inizia a farsi sentire in redazione. Anche perché dal 1° giugno – su questo punto il Vescovo è stato chiaro - non vi saranno più garanzie sul pagamento del salario. Di qui le raccomandazioni dei sindacati dopo l'ultimo incontro odierno: "Abbiamo detto ai collaboratori che, cautelativamente dal primo di giugno, dovranno annunciarsi in disoccupazione: una deadline formale l’abbiamo fissata alla fine del mese di maggio" spiega Paolo Locatelli, del sindacato OCST.
Alla grammatica del silenzio intanto ha deciso di attenersi anche la cordata di imprenditori che attende come è logico la decisione del pretore. Poi potrà stabilire a bocce ferme in che modo intervenire, perché - al di là dei nomi che circolano da giorni - la questione di fondo è un'altra: in che modo vorranno partecipare all’eventuale futuro del giornale.
Maggiori dettagli nel servizio di TeleTicino
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

