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Crisi in Medio Oriente
Gaza, Antonini: "Ormai impossibile la soluzione due popoli due Stati"
10 mesi fa
Ticinonews ha incontrato il giornalista, antropologo e storico Roberto Antonini per approfondire le discussioni intorno al ruolo internazionale della Svizzera, di fronte a quanto succede a Gaza.

"Il Consiglio Federale è accusato di indifferenza perché gli si chiede di avere una posizione più coerente con quella che è la missione della Svizzera, depositaria del diritto internazionale che è sistematicamente violato". Roberto Antonini, giornalista, antropologo e storico, riassume così le discussioni che stanno prendendo piede recentemente nella Confederazione. "Essere neutrali non vuol dire guardare altrove", ribadisce Antonini, "ma considerare il rispetto dei diritti umani senza guardare in faccia a nessuno. La Svizzera deve far rispettare questo diritto umanitario perché è la sua missione". Ticinonews ha approfondito la questione con il giornalista per capire meglio rivendicazioni e prospettive sul ruolo internazionale della Svizzera rispetto al massacro in corso a Gaza.

Un silenzio al servizio della neutralità?

Il silenzio della Confederazione può essere considerato come strategico, secondo alcuni. Ciò permetterebbe alla Svizzera di mantenere un ruolo di interlocutore neutro tra le due parti opposte. Secondo Antonini quest'interpretazione non è più percorribile: "è una corsa contro il tempo, questo silenzio fa sì che ci sia il perdurare di una serie di massacri, una carneficina, un vero sterminio in atto". "Sarà la Corte Internazionale a stabilire" la natura genocidiaria o meno dell'aggressione di Israele. Tuttavia, secondo Antonini "sostanzialmente è quello che sta succedendo, l'eliminazione di un popolo in quanto tale. Di fronte a questa situazione non si può più tergiversare". 

"Un massacro sistematico"

Qual è la specificità del conflitto scaturito dagli attacchi terroristici dell'8 ottobre? Secondo Antonini la peculiarità di ciò che succede a Gaza è che "non è una guerra. C'è un'aviazione, ma non c'è una contraerea. È un massacro sistematico di civili. Le vittime, i feriti sono bambini, donne e anziani, non ci sono miliziani tra i morti". A colpire è anche il tipo di regime di Israele: "notiamo un accanimento sorprendente da parte di uno stato che rivendica di essere democratico. Lasciare morire la gente di fame, di sete, o per mancanza di farmaci, le amputazioni senza anestesia sono mostruosità che non ci si aspetta da uno stato che vuol far parte del consesso internazionale". 

"Impossibile credere ancora nella soluzione due popoli, due stati"

L'opinione del giornalista è che non ci sia più spazio per la soluzione di "due popoli, due stati", a lungo cercata. Per Antonini "è troppo tardi" di fronte ad "una striscia di Gaza completamente distrutta. In Cisgiordania, che è grande una volta e mezza il Ticino, ci sono 3,5 milioni di persone con 700'000 coloni". L'unica soluzione consisterebbe "in uno stato unico per tutti, con sistemi di protezione delle minoranze, sulla scorta di quello che abbiamo in Svizzera. Ma mi rendo conto che sia una soluzione molto utopica".