
Chi è causa del suo male pianga se stesso, si suol dire. E mai detto fu più appropriato per definire l'estromissione dei ristoratori dal Consiglio di amministrazione dell'Ente turistico del Luganese.
Ieri mattina, come noto, il presidente di GastroTicino Massimo Suter ha tuonato contro le nomine dei nuovi consiglieri d'amministrazione, definendole "scandalose" e parlando di "sistema malato".
In seguito il municipale di Lugano Roberto Badaracco ci ha spiegato che se GastroTicino non è riuscita a far eleggere un suo rappresentante è perché anziché presentare una sola candidatura forte ha preferito portare due nomi davanti all'assemblea.
Uno era quello dello stesso Suter, l'altro dell'uscente Daniele Meni. E nessuno dei due ha ottenuto i voti necessari per entrare nel CdA.
"Dobbiamo fare mea culpa, la presentazione di due candidati è stata una scelta strategicamente sbagliata" ammette Meni sul Corriere del Ticino. "Su mio consiglio Suter aveva ritirato la candidatura, ma poi il comitato di GastroLugano ha deciso all'ultimo di presentare due nomi per compensare i cinque candidati degli albergatori."
Meni non è deluso per la sua mancata rielezione, ma piuttosto per l'esclusione della categoria dei ristoratori. "Non era importante chi fosse eletto, ma il fatto che la categoria deve essere rappresentata in questo gremio, perché siamo principalmente noi, insieme agli alberghi, quelli attivi sul territorio."
Ora GastroTicino farà una riflessione interna e si preparerà in vista della prossima elezione del CdA di Lugano Turismo, fra quattro anni, con l'obiettivo di portare una buona candidatura. In questo lasso di tempo l'associazione intende in ogni caso mantenere buone relazioni con l'ente. "I rapporti con Lugano Turismo non cambieranno" conclude Meni, "continueremo a collaborare come prima."
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