
L’AET è alla ricerca di nuove fonti energetiche. E le sta cercando nel sottosuolo ticinese. Sì, perché dal punto di vista geologico esiste la possibilità che nel sottosuolo del nostro cantone si celino vere e proprie ricchezze, tradotte in energia fossile. Il territorio messo sotto esame è quello del mendrisiotto. AET ha dato avvio da qualche mese alle operazioni preliminari del progetto AETTigeo, e proprio in questi giorni sono partite ufficialmente le attività di misurazione. Scopo di questa indagine geofisica: ottenere un quadro preciso della composizione del sottosuolo del mendrisiotto. Per queste misurazioni vengono utilizzati i “Vibrotracks”: speciali automezzi pesanti che creano forti vibrazioni nel sottosuolo. Queste vibrazioni permettono alle strutture sepolte nel sottosuolo di riflettere un segnale in superficie. Segnale che viene captato e raccolto da una serie di geofoni. Nell’impossibilità di utilizzare i Vibrotracks, le vibrazioni vengono crete con l’ausilio di una carica esplosiva piazzata in profondità. La linea di test che verrà presa in esame parte da Brusino Arsizio, passando dal Serpiano, Meride, Mendrisio, Novazzano fino ad arrivare a Pedrinate. Un biscione di un’ottantina di metri formato da 4 Vibrotracks in fila percorrerà questa linea di 14 km fermandosi ogni 50 metri circa per creare le vibrazioni necessarie alle misurazioni. Tutto ciò creando non pochi disagi alla popolazione della zona. Le misurazioni termineranno il 28 gennaio. Per l’interpretazione dei risultati sarà necessario qualche mese e poi dovremmo poter dare una risposta alla domanda: il mendrisiotto nasconde veramente una miniera di energia?
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