
Stanno facendo ancora discutere le dichiarazioni ribadite ieri dall'infettivologo della Confederazione, Daniel Koch, secondo cui i nonni possono tornare ad abbracciare i nipoti, evitando però i contatti con i genitori. Dichiarazioni che avevano già sollevato i dubbi del medico cantonale ticinese. Radio3i ha contattato a questo proposito Christian Garzoni, direttore sanitario della clinica Moncucco.
Un tema controverso"Il tema dei bambini è controverso", esordisce Garzoni, "c'è un dibattito in corso anche tra gli specialisti. Finché non ci sono direttive precise dell'Ufficio federale della sanità pubblica io mi atterrei al principio di prudenza per quanto riguarda i contatti con gli anziani". Ad ogni modo però "già sapevamo che i bambini non si ammalano in forma grave o che è comunque molto raro ed è una buona notizia. La seconda buona notizia è che i bambini tendano a diffondere meno il virus e questo lascia ben sperare sul fatto che si possa allentare il contatto con i nonni nelle prossime settimane".
Riapertura delle scuoleDomani il Consiglio federale comunicherà le sue decisioni sulla scuola dell'obbligo: si parla dell11 maggio. Si può dunque riaprire? "È un tema complesso con aspetti medici e politici. Io aspetterei la valutazione del Consiglio federale e poi del Consiglio di Stato" Non è preoccupato per le sempre più persone che sono in giro a partire dalle recenti riaperture? "È chiaro che non siamo più abituati a vedere tutte queste persone in giro: anche per strada tendono a raggrupparsi. La guardia deve restare alta: adesso siamo in una fase molto positiva perché siamo stati obbligati a stare separati. Ora fortunatamente si può ricominciare ad avere contatti sociali, soprattutto sul lavoro. È chiaro però", continua Garzoni, "che se molliamo proprio adesso poi torneremo come prima"
La situazione negli ospedaliAnche gli ospedali sono tornati alla normale attività, quindi ad operare anche i casi meno urgenti. Non c'è un rischio di contagio in questo ambito? "No. Gli ospedali sono attrezzati ad evitare i contagi, sappiamo come si diffonde questo virus e sappiamo che si diffonde anche in pazienti senza sintomi. Ci sono quindi percorsi separati per chi entra in ospedale per fare delle analisi o degli interventi. In certe strutture vengono eseguiti i test per vedere se il paziente è soggetto al virus, ci sono misure per prevenire che chi è ricoverato si contagi. Se qualcuno ha bisogno di fare un intervento è il momento di farlo, siamo stati chiusi quasi due mesi, adesso è ora di ripartire".
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