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Sanità
Garzoni sull'Hantavirus: «Niente panico, situazione totalmente diversa dal Covid»
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Redazione
7 ore fa
Dal contagio ai sintomi, passando per cure specifiche e vaccini. L'intervista a Christian Garzoni, direttore sanitario del Gruppo ospedaliero Moncucco, sull'Hantavirus

«Chiaramente si tratta di un'epidemia virale che può fare paura, ma la situazione è completamente diversa dal Covid». Christian Garzoni, direttore sanitario del Gruppo ospedaliero Moncucco, commenta così il focolaio di Hantavirus scoppiato sulla nave da crociera MV Hondius, che finora ha portato al decesso di tre persone. Diverse invece le persone infette o venute a contatto con l'agente patogeno, tra queste anche alcuni svizzeri.

«Si trasmette in maniera più difficile»

La situazione, spiega Garzoni, «è differente rispetto a quanto successo con il Covid, soprattutto perché si tratta di un virus che si trasmette in maniera molto più difficile, quindi non per via aerea, ma richiede di restare a lungo a contatto con le persone ammalate». Inoltre, aggiunge, «la situazione sembra ben confinata, le persone sono state messe in quarantena e c'è un tracciamento che ricostruisce i contatti avuti da questi individui».

Sintomi e malattia

Il virus «è molto meno trasmissibile rispetto al Covid o all'influenza, ma il tempo di incubazione, ovvero da quando una persona entra in contatto con la malattia a quando ha i sintomi, arriva fino a sei settimane». Per quanto riguarda i sintomi, «questo ceppo di Hantavirus colpisce primariamente i polmoni e il sistema cardiaco, quindi causa febbre e può portare a polmoniti severe, in parte emorragiche, con un tasso di letalità che può arrivare al 20%». Le persone più a rischio, «sono quelle più deboli, dal sistema immunitario più fragile o che hanno delle patologie a livello soprattutto polmonare». Contro il virus, «ad oggi non esiste un antivirale specifico, non esistono terapie con gli anticorpi e non c'è un vaccino efficace».

L'evoluzione della malattia

Per quanto riguarda l'evoluzione della malattia, Garzoni pensa che «questa epidemia ha tutte le probabilità di estinguersi così come è venuta, nel senso che è un virus che non ha un alto grado di trasmissione. Il focolaio era in grossissima parte circoscritto a una nave in mezzo all'oceano, quindi non ci sono stati contatti con l'esterno, salvo alcuni casi sporadici che sono stati tracciati». In conclusione, invece, l'esperto vuole rassicurare le persone: «il fatto che se ne parli non vuol dire che siamo tornati al Covid, il tema va affrontato con serenità e ho l'impressione che le autorità si muovano in maniera molto seria e corretta. Quindi starei tranquillo».

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