
In termini di contagi, sono stati giorni molto positivi per il Cantone. Per diversi giorni consecutivi il dato è sempre stato zero, anche se negli ultimi giorni si stanno registrando alcuni nuovi casi. Ma quali sono i fattori che portano a una situazione del genere in Ticino? I colleghi di Radio3i ne hanno parlato con Christian Garzoni, direttore sanitario della Clinica Moncucco.
Pochi casi in Ticino
“Sono diversi i fattori che portano il Ticino ad avere così pochi contagi giornalieri” spiega il medico. Tra questi, è importante ribadire che il Ticino sta uscendo da una fase di lockdown. “Adesso avere un caso o due al giorno fa sì che non ci sia la massa critica, i casi vengono isolati, vengono tracciati, non abbiamo focolai e in più le persone stanno all’aperto e tutto questo fa si che siamo a dei valori bassi” aggiunge.
Situazione nel mondo poco rassicurante
La situazione però a livello globale non è rassicurante. Ogni giorno vengono registrati moltissimi nuovi contagi e morti. “Nel mondo abbiamo tre scenari di paesi: situazioni positive come quella del Canton Ticino, abbiamo situazioni come quella della Lombardia dove nonostante le misure i numeri non vanno a zero e poi ci sono Paesi dove l’epidemia sta esplodendo o è già esplosa come l’India o il Sudamerica”. Oltre ai Paesi in cui il numero dei contagi è sempre stato in crescita ci sono anche parti del mondo in cui il virus sembrava sconfitto che però in questi giorni sta riprendendo vigore. “I pericoli di incombere in nuovi casi sono ovunque gli stessi, che sia in Ticino o a Pechino. In primo luogo, non c’è cosa più azzardata che avere gli assembramenti. Inoltre, il fatto che le persone abbiano ricominciato a muoversi e a viaggiare sono fattori pericolosi. Complessivamente – prosegue Garzoni – si percepisce che il virus sia passato e che ora vada tutto bene e per questo motivo non vengono nemmeno più utilizzate le mascherine” asserisce Garzoni. E aggiunge: “Si abbassa la guardia, la distanza sociale non viene più mantenuta”.
“Preoccupano i focolai”
Insomma, le autorità sanitarie lo hanno ricordato a più istanze: il virus c’è ancora e dobbiamo rispettare le misure che ormai sono entrate a far parte della nostra quotidianità. Il pericolo, però, di una seconda ondata sembra dietro l’angolo. “Nella fase di oggi sono piuttosto preoccupato per fenomeni come quello della Germania con micro-epidemie, o come quello della Nuova Zelanda che registra casi importati o la Cina che ha richiuso l’aeroporto. Questi sono fenomeni che potrebbero succedere anche da noi, anche domani mattina” spiega il medico.
“Evitare viaggi inutili”
Nel futuro probabilmente non si verificherà una situazione catastrofica come quella che abbiamo vissuto tra febbraio e marzo. Probabilmente avremo due tipi di aumento: “Uno lento causato dall’importazione del virus e uno più veloce dato dagli assembramenti”.
Nonostante le raccomandazioni e nonostante il Covid, l’estate sta per cominciare e le frontiere ora sono aperte. Questo vuol dire che le persone possono tornare a viaggiare e molto probabilmente in molti trascorreranno le proprie vacanze all’estero. Ma Garzoni elenca tre principi da tenere ben in mente: “Evitare viaggi inutili cercando di fare vacanze nella nostra regione, mantenere le distanze sociali e utilizzare le mascherine soprattutto nei negozi e sui mezzi pubblici affollati”.
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