
Oggi sono arrivate buone notizie dal fronte sanitario: leggere zero contagi e zero decessi ha fatto un po’ bene a tutti. Ed è infatti la prima volta che vediamo due volte zero. Ma è un dato, questo, che dev’essere ben contestualizzato. Si può già dire che si riferiscono al periodo delle prime aperture del 27 aprile? Non ci sono state delle ripercussioni o in realtà è un dato che si riferisce e prima? Il medico della Clinica Luganese Moncucco Christian Garzoni intervenuto al TgSpeciale di Teleticino ha fatto chiarezza su alcuni punti.
"Un dato positivo, ma aspetterei a cantar vittoria"“È un dato positivo e dimostra che gli sforzi fatti da tutti ha portato qualcosa di buono” così il medico Christian Garzoni della Clinica Luganese Moncucco. E aggiunge: “Penso però che la tensione deve restare alta perché dobbiamo restare attenti. Bisogna considerare che può anche solo essere una piccola fluttuazione ma vedere questi numeri ha fatto bene a tutti”. Ma Garzoni specifica: “Per vedere i risultati delle aperture bisogna attendere almeno 3 o 4 settimane, aspetterei a cantare vittoria. Dobbiamo vedere in che maniera evolve a conseguenza dell’aumentata interazione”.Zero contagi e zero decessi sembrerebbero andare a braccetto con il rispetto delle norme da parte della popolazione. “L’impressione è che le norme siano state seguite. Devo ringraziare tutti e penso che se questo verrà mantenuto nelle prossime settimane potremmo avere numeri ancora così bassi”. “L’interazione di questi giorni – spiega Garzoni – è stata giusta, ma probabilmente porterà a un aumento che verrà coordinato da quanto più siamo ligi e dal tracciamento, da oggi le persone positive riceveranno una telefonata e poi verranno monitorati i contatti in maniera che il piccolo focolaio venga subito circoscritto”.
"Incoraggiamo le persone a usare le mascherine"La mascherina rimane a tutti gli effetti una delle questioni più discusse. La maggior parte dei Paesi limitrofi ne hanno imposto l’obbligo sui mezzi pubblici ma da noi, ancora no. “La Svizzera ha una politica sanitaria diversa dai paesi confinanti per l’obbligo delle misure. All’inizio dell’epidemia venivano consigliate poco perché si doveva stare in casa ma ora la società si è aperta e quindi ben venga qualsiasi misura per ridurre i contagi”. E Garzoni precisa: “Incoraggiamo le persone a usare le mascherine, soprattutto quando la distanza sociale non è garantita. E infatti, nei mezzi pubblici non viene garantita”. Ma aggiunge: “Anche negli uffici, dove per esempio si è vicino al collega o si guarda lo stesso schermo bisognerebbe indossarla. Siamo tutti favorevoli a un uso più generalizzato della mascherina”.
Aria condizionata, possibile veicolo del virusCon le temperature che si alzano e il ritorno negli uffici si ha voglia di accendere l’aria condizionata. Ma c’è chi sostiene che possa essere un veicolo del virus. Garzoni spiega: “L’aria condizionata che esce dai bocchettoni è pulitissima ma crea movimenti d’aria all’interno di un locale. Da molti altri studi si sa che, per esempio, all’interno degli aerei la diffusione dei patogeni è maggiore e per analogia lo si può pensare a livello anche dei locali chiusi. Non è dimostrato per il Covid ma vale il principio di prudenza ed è per questo che incoraggiamo all’uso della mascherina, soprattutto per chi lavora in un locale con più persone e con l’aria condizionata o il ventilatore accesi”.
Nonni e nipoti, Garzoni: "Resterei prudente"In molti, in questa ulteriore seconda fase di deconfinamento si chiedono se è possibile incontrare i nonni. “Vale il principio di prudenza” spiega il medico della Moncucco. “Zero contagi non vuol dire che il virus è sparito dal Canton Ticino. È vero, la probabilità di trovarsi qualcuno di positivo davanti è bassa ma vale sempre il principio delle categorie a rischio. Se si vedono i nonni bisogna mantenere le misure di protezione: distanza, mascherina e igiene”. Ma conclude: “Resterei prudente”.
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