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Ticino
Garzoni: "Il problema sono i contatti sociali, limitateli"
Garzoni: "Il problema sono i contatti sociali, limitateli"
Garzoni: "Il problema sono i contatti sociali, limitateli"
Redazione
6 anni fa
Il medico specialista in malattie infettive ribadisce ancora una volta di stare lontani. "Oggi la Svizzera si trova in una situazione di diffusione estesa"

La mascherina continua ad essere un fattore cruciale per molti cittadini. Si mette o non si mette? Ma se sono asintomatico? Ce ne sono abbastanza? Il medico della Clinica Moncucco, specialista in medicina interna generale e malattie infettive Christian Garzoni, ha spiegato ai colleghi di Teleticino che quando si parla di persona asintomatica e mascherina bisogna tener conto di due aspetti.

Questione mascherine“Si possono trasmettere virus anche senza avere sintomi, ma questo virus dove non ci sono sintomi è prodotto in bassa quantità. Però – sottolinea – oggi la Confederazione e i Paesi bloccano le persone a casa proprio per ridurre al minimo il contagio anche delle persone asintomatiche”. E aggiunge: “Facciamo stare a casa tutti”. Inoltre, prosegue il medico, il secondo aspetto si lega per lo più a un aspetto logistico: “Oggi le mascherine saranno a sufficienza solo per gli operatori sanitari e gli ospedali, quindi le mascherine sono disponibili in quantità sufficiente solo per curare le persone”.

Testare, testare e testare. Ma in Ticino?L’OMS, lo ricordiamo, ha lanciato un forte appello: “Test, test, test: continuate a testare la popolazione” ma sempre di più si sente di persone che hanno sintomi a cui non vengono fatti i tamponi. Garzoni spiega che “l’Oms fa un discorso articolato, il principio di testare resta un principio chiaro ma il problema è che in Ticino e in Svizzera il virus oggi è altamente diffuso e ci vorrebbero capacità di test che non disponiamo”. E ribadisce: “Oggi fare questo non è più possibile, oggi abbiamo svariate centinaia di pazienti che hanno un test positivo, si stima che per ogni persona positiva ce ne sono almeno 10 o 20 volte tanto e perciò se si testassero tutte vorrebbe dire fare migliaia di test ma – sottolinea – le capacità delle macchine che abbiamo non riescono a sostenere questo tipo di attività, permettono di fare 200 o 300 test in 24 ore. È per questo motivo, dunque, che i test vengono focalizzati sui pazienti con polmonite, sul personale sanitario e ai soggetti a rischio.

Limitate i contatti sociali!Garzoni rinforza: “Oggi la Svizzera si trova in una situazione di diffusione del virus estesa e i test vanno confinati alle categorie a rischio”. “Il problema sono i contatti sociali: ed è davvero questo il grande problema”. E conclude: “State lontani gli uni dagli altri”.

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