
In questi giorni si è tanto sentito parlare del picco superato. Una notizia attesa, e che una volta arrivata ha fatto esultare quasi tutti, ma il fatto che il peggio sia passato, non vuol dire che la battaglia sia finita. Lo ricorda Christian Garzoni, direttore sanitario della Clinica Moncucco di Lugano, durante un collegamento in diretta su Teleticino.
“La popolazione ha risposto bene, abbiamo potuto assistere ad una diminuzione importante dei casi in entrata. Qui alla Moncucco siamo stati in grado di chiudere tre reparti dedicati al Covid, che da settimana prossima ricominceranno nuovamente ad accettare malati non affetti dal coronavirus” ha dichiarato Garzoni, per poi aggiungere: “Il problema però rimane il numero di pazienti in terapia intensiva. La situazione non è più critica come una decina di giorni fa, ma i letti non si svuoteranno tanto in fretta e rimarranno ancora occupati.”
La riapertura dei reparti della clinica a pazienti non Covid-19 è stata percepita come un piccolo passo verso il ritorno alla normalità, ma Garzoni avverte: “dobbiamo abituarci all’idea che dovremo convivere con questo virus, che oramai fa parte della nostra società. Tutti prima o poi entreranno in contatto con questo virus, e al momento si può stimare che solamente il 10-15% della popolazione vi sia entrata in contatto.”
“Ci aspettiamo comunque da parte della politica un allentamento delle misure, in modo che il flusso di malati sia comunque sostenibile dalle strutture sanitarie. Ma un’altra ondata arriverà e le strutture sono pronte ad aumentare nuovamente il numero di letti disponibili quando questo avverrà” ha aggiunto.
Sulla questione vaccino, Garzoni si mostra scettico: “I tempi di sviluppo non sono chiari, e non si può essere sicuri che ci sarà effettivamente un vaccino, o che saremo in grado di produrlo su larga scala prima di un anno e mezzo.”
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