
"Siamo nella fase della diminuzione dopo il primo picco, fase che probabilmente continuerà nei prossimi giorni", spiega Christian Garzoni, direttore sanitario della Clinica Moncucco ai microfoni di Radio3i. “Per questo penso sia importante che nei prossimi mesi dovremo imparare a convivere con il virus che rimarrà nella società" e ribadisce: "Dovremo farci l'abitudine".
Convivenza con il virusMa, come conciliare e soprattutto come evitare una seconda ondata sono le questioni sul tavolo in questi giorni. Garzoni, a tal proposito chiarisce: “Avremo una convivenza controllata in cui il virus circolerà nella popolazione a seconda del grado di apertura delle attività. E quello che ci aspettiamo dalla politica sono misure concertate con i medici per far sì che il virus non circoli troppo". “Ma il virus – sottolinea il direttore sanitario - non possiamo debellarlo dalla società e dobbiamo mantenere delle strutture ospedaliere in grado di curare le persone che si ammalano”. Ciò vuol dire che nei prossimi mesi "dovremo essere pronti a una convivenza controllata, a una stabilizzazione dei numeri di contagi ma al contempo dovremo permettere alla società di vivere".
I test sierologiciProprio in questi giorni è stato annunciato l’arrivo a breve di test sierologici. “Il test sierologico consiste nel cercare in una persona degli anticorpi specifici della malattia, se il test è positivo vuol dire che il corpo ha già fatto la malattia” spiega Garzoni ma precisa: “Restano dei punti di domanda importanti, non è dimostrato che gli anticorpi siano effettivamente protettivi”. La stessa cosa vale per la durata della protezione che può dare l’anticorpo, “non è stato dimostrato che duri per tutta la vita, per un mese o due anni”.
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