
“Il dato era allarmante già quando i casi positivi erano saliti da 30 a 60. Ora il numero 130 fa paura”. Questo il commento delle nuove statistiche a livello svizzero dei contagi fatto ai microfoni di Radio3i dallo specialista in malattie infettive Christian Garzoni . Nel dettaglio sono 137 i casi testati positivamente in laboratorio. Un sensibile aumento rispetto agli scorsi giorni che preoccupa gli esperti. “In Ticino per il momento siamo un’isola felice, ma a livello svizzero ci sono delle zone dove la situazione sta peggiorando. Lo ha detto anche la task force svizzera. Il famoso R0 è sopra l’uno. I numeri stanno aumentando e sicuramente c’è preoccupazione”.
Dieci giorni fa sono state revocate quasi tutte le restrizioni. Sono le prime conseguenze decise dal Consiglio federale? “Siamo confrontati a tre problemi maggiori” risponde il medico. “Primo fra tutti gli assembramenti: basta una persona positiva tra tante persone assieme in un colpo solo ad aumentare il numero dei casi”. Il secondo problema, aggiunge il direttore della Clinica Moncucco, sono i casi importati: “In Ticino i casi che arrivano sono casi che si sono infettati all’esterno del Cantone, o in Svizzera interna o all’estero, in paesi dove l’epidemia è ben più florida”. Il terzo problema riguarda la percezione. “Ci siamo allontanati dal lockdown e le persone diventano purtroppo più rilassate nell’attenzione. Dell’igiene delle mani non se ne parla più, le mascherine sono sempre meno utilizzate, negli esercizi pubblici il disinfettante comincia a mancare”.
L’aumento dei casi potrebbe spronare i cittadini a scaricare l’applicazione SwissCovid? “Io invito tutti a farlo” esorta Garzoni. “Penso sia un dovere morale del singolo, per il suo bene e quello della comunità. La persona riceve una notifica se ha avuto un contatto, potrebbe essere una di quelle persone asintomatiche che poi infetta le persone prossime, come i genitori, gli anziani o colleghi di lavoro senza saperlo. Inoltre l’app permettere di isolare in maniera selettiva unicamente le persone che sono pericolose per gli atri. L’app è un eccellente strumento per evitare un futuro lockdown, che nessuno vuole. Ma abbiamo bisogno di molta più gente che la scarichi, ci vuole almeno il 60% della popolazione per essere efficace”.
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