
Gran parte di coloro che decidono di cambiare sesso subirebbe “discriminazione indiretta sul posto di lavoro”. A sostenerlo sono i deputati comunisti in Gran Consiglio Lea Ferrari e Massimiliano Ay che hanno deciso di inoltrare una mozione per realizzare in Ticino “un servizio di sostegno e un fondo d’integrazione ai lavoratori e alle lavoratrici transessuali durante tutto il percorso di cambiamento di identità affinché non debbano perdere il proprio posto di lavoro”, si legge in un comunicato stampa del Partito comunista.
La mozione chiede che alla creazione del servizio collaborino sindacati e associazioni attive nella lotta alle discriminazioni. Il desiderio è che non solo coloro che decidono per una transizione di genere non perda l’impiego, ma anzi possano mantenere “le proprie funzioni; non debbano trasferirsi altrove e non debbano lavorare in condizioni d’illegalità o di sfruttamento, come purtroppo a volte accade”.
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