Cerca e trova immobili
Ticino
Gara di fischi, “triste per il giorno della patria”
Foto CdT/Chiara Zocchetti
Foto CdT/Chiara Zocchetti
Redazione
5 anni fa
Così la municipale Karin Valenzano Rossi all’indomani della contestazione in Piazza della Riforma. Il portavoce del collettivo che ha indetto l’evento: “È stata una manifestazione di disobbedienza civile”

È stato un primo d’agosto senza fuochi d’artificio, ma non per questo meno scoppiettante sul piano politico. A Lugano in particolare sono volati fischi all’indirizzo del sindaco Marco Borradori e la municipale Karin Valenzano Rossi. Quest’ultima, il giorno dopo, si dice rattristata per l’accaduto. “È triste vedere che il giorno del primo di agosto, molto sentito dai cittadini e dalle istituzioni, sia stato oggetto di questo tipo di manifestazione. In una Svizzera democratica e civile non siamo abituati a questo tipo di manifestazioni”, ha dichiarato la municipale ai microfoni di Teleticino. C’è stato però anche il conforto di una parte della piazza, che “voleva il discorso e che applaudiva durante l’allocuzione malgrado i fischi. Questo mi ha dato sostegno”, sostiene la municipale. A un certo punto della serata Valenzano Rossi ha anche interrotto il suo discorso, lasciando “parlare” i fischi. “Ho dato la precedenza ai fischi perché comprendo che ci possano essere manifestazioni di dissenso. Ma occorre anche tradurre i fischi in proposte concrete, per poi lavorare insieme. Questo ieri sera è mancato”.

Chi sono i contestatori
Il collettivo “T’aspetto fuori”, che ha organizzato ieri l’evento “Cifola l’Aida”, è nato qualche anno fa a margine della vicenda Argo 1. A quel tempo chiedevano al Governo cantonale delle risposte e quindi aspettavano fuori da Palazzo delle Orsoline i membri del Consiglio di Stato. Sono riapparsi in questi giorni, assieme ad alcuni molinari, proprio per chiedere delle risposte al Municipio di Lugano. “Era semplicemente una manifestazione di disobbedienza civile, che è una forma di lotta politica che non si rifà a nessun partito”, spiega il portavoce del collettivo Michel Venturelli ai microfoni di Radio 3i. “Sono semplicemente dei cittadini che quando ritengono che le autorità sono andate decisamente al di là dei limiti imposti dal buon governo si permettono di far notare che non sono più d’accordo”.

“Non ho nulla a che vedere con il centro sociale”, tiene a precisare Venturelli. “Quello che però ritengo un po’ strano è che si possa permettere di buttar giù la casa a qualcuno e che non si sappia chi è stato. Si continua a giocare al rimpallo: chi ha fatto quel lavoro non ha neanche il coraggio di dire ‘sono stato io’, lasciando planare il sospetto su tutti. Quello che è evidente è che la signora Valenzano, come capo dicastero della polizia, c’è dentro fino al collo perché indipendentemente da chi ha preso le decisioni, la responsabile è lei”.

Valenzano Rossi ha criticato questo modo di espressione, i fischi, da parte dei manifestanti. “Non è così che si costruisce”, ha affermato nel suo discorso. “Non sono per niente d’accordo”, replica Venturelli. “Credo che si costruisca anche distruggendo. Se ci sono delle persone che si comportano in maniera chiaramente distruttiva e che dividono costantemente la popolazione, senza trovare delle soluzioni e portando solo problemi, a questo punto si deve andare a manifestare. I fischi a Valenzano Rossi non sono mica caduti dal cielo. Poi ha cercato di farne una questione di genere, ma non c’entra nulla. È stata una manifestazione di disobbedienza civile contro l’agire di un certo Municipio”.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata