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Ticino
"Gandria, un paesaggio da salvare"
"Gandria, un paesaggio da salvare"
"Gandria, un paesaggio da salvare"
Redazione
9 anni fa
Nove consiglieri comunali di Lugano interrogano il Municipio sul futuro del quartiere

i consiglieri comunali Giordano Macchi (PLR, primo firmatario), Giovanni Albertini, Michele Malfanti (PPD), Simona Buri (PS), Morena Ferrari Gamba (PLR), Tiziano Galeazzi (UDC), Norman Luraschi, Ero Medolago (Lega) e Nicola Schoenenberger (Verdi) hanno presentato oggi un'interrogazione municipale in favore di una preservazione del quartiere di Gandria.

Gli interroganti rammentano che nell’ottobre 2008, 111 residenti di Gandria avevano inoltrato una petizione al Consiglio di Stato per chiedere la salvaguardia del villaggio ai sensi della Legge cantonale sulla protezione dei beni culturali del 13maggio 1997, rimasta inevasa.

Iter della vicenda- il 20.4.2008 Luca Pacchin, proprietario dei terreni, presentò una domanda preliminare per un Piano di quartiere, in base ad un progetto dell’architetto Giorgio Giudici, sui mappali 216, 217, 229, 230 e 728, sezione Gandria, inseriti in una Zona edificabile intensiva regolata dall’art. 20 del PR di Gandria.

- il 2.10.2008, opponendosi al progetto, la Commissione federale per la protezione della natura e del paesaggio (CFNP) chiedeva “che non sia rilasciata nessuna licenza edilizia per un progetto sui mappali in questione e che la conservazione del villaggio di Gandria con i suoi dintorni sia definitivamente assicurata con gli strumenti cantonali e comunali della pianificazione del territorio adeguati”.

- il 21.1.2010 il Municipio di Lugano negò la licenza anche in base all’Opposizione dei Servizi generali del Dipartimento del Territorio. Nell’ambito di tale Opposizione, la Commissione cantonale del paesaggio (CP) espresse un parere analogo a quello della CFNP invitando in particolare il Comune di Lugano a voler rivedere la scelta pianificatoria riguardante la zona, considerato che “le motivazioni a sostegno di tale scelta, adottata allorquando il Comune di Gandria non era ancora stato aggregato a Lugano, appaiono oggi non più sostenibili”. Il Municipio non ritenne necessario dar seguito a quegli inviti.

- il 19.8.2013 venne presentata una seconda domanda preliminare per un Piano di quartiere dall’architetto Claudio Lo Riso sulla base di un nuovo progetto da lui elaborato, denominato “Borgo degli ulivi”. La STAN e l’Associazione VivaGandria, oltre ad alcuni privati, inoltrarono opposizione verso fine agosto.

- l’11.9.2014 il Municipio di Lugano negò nuovamente la licenza in base alle Osservazioni del DT e al conflitto riscontrato con l’art. 20 NAPR del PR di Lugano-Gandria: contro quella decisione Lo Risoinoltrò ricorso al CdS il 21.10.2014.

- il 19.8.2015 anche il governo cantonale confermò il diniego municipale della licenza preliminare; il 23.9.2015 l’architetto Lo Riso inoltrò quindi ricorso al Tribunale amministrativo contro quella decisione.

- il 23.3.2017 il TRAM ha confermato le decisioni del comune e del Cantone. Nella sua sentenza il TRAM rileva per quanto riguarda l’ISOS: è uno strumento che va preso in considerazione “nel quadro dell’allestimento del piano direttore cantonale e dei piani regolatori” ma di principio non ha portata diretta nell’ambito dell’esame di una domanda di costruzione: “per i privati diventa vincolante solo nella misura in cui è stato recepito” dal PR. “Di per sé, non consente invece di eludere, ovvero di mettere fuori gioco, le prescrizioni edilizie vigenti. Laddove, in presenza di un paesaggio o di un insediamento di particolare qualità, l’uso delle facoltà edificatorie concesse dagli strumenti pianificatori in vigore dovesse in un secondo tempo apparire irragionevole o comunque eccessivo, per principio incombe dunque alle autorità di adottare, se del caso, le misure cautelari atte a salvaguardare la - futura, diversa - pianificazione (art. 56 segg. LST)”.

- Recentemente è stato interposto ricorso al TF.

Alla luce di queste premesse gli interroganti pongono al Municipio di Lugano le seguenti domande:

1. Intende il Municipio utilizzare a breve lo strumento della Zona di pianificazione per preservare il quartiere di Gandria?

2. Come valuta il Municipio un possibile esproprio dei mappali interessati?

3. Per il finanziamento, il Municipio è disposto a percorrere nuove vie, come il fondo che si crea per l’imposizione dei benefici nati dalla pianificazione? Oppure coinvolgere i privati o fondazioni private per promuovere il territorio? Crowfunding?

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