
A cinque anni dal progetto dell'architetto, e vicesindaco di Lugano, Giorgio Giudici, sono tornate le modine sul fondo terrazzato all'ingresso del nucleo di Gandria, di proprietà dell'ex sindaco Luca Pacchin, committente del complesso immobiliare.Un complesso che stavolta è in mano all'architetto Claudio Lo Riso, in collaborazione con l'urbanista Valerio Morabito. Il nuovo progetto riguarda l'edificazione di una serie di palazzine per complessivi 14 appartamenti, oltre ad un piano di quartiere che, secondo i promotori, risolverebbe pure gli annosi problemi di posteggio a Gandria.Lo riporta La Regione, che dà voce a coloro che già cinque anni fa si opposero al progetto di Giudici, ossia l'Associazione Viva Gandria, e che anche stavolta espongono parecchie perplessità, nonché all'architetto. Domanda pubblicata il 15 agosto"Premetto che la domanda di costruzione sarà pubblicata soltanto il 15 agosto e quindi il progetto vero e proprio non lo abbiamo ancora visto" spiega il segretario di Viva Gandria, Giorgio Bellini. "Sul sito internet dei promotori ci sono tanti disegni simpatici ma non c'è nulla di preciso. Il signor Luca Pacchin mi ha promesso che mi avrebbe mostrato i piani ma a tutt'oggi non ho ricevuto nulla. Dal canto nostro invieremo al Municipio entro fine agosto le nostre osservazioni critiche al progetto.""Progetto nuovo ma ugualmente deturpante""Che sorprende" prosegue Bellini "è che Pacchin abbia presentato un progetto indubbiamente nuovo rispetto a cinque anni fa, ma, a quanto si intuisce, identico dal profilo della volumetria, della deturpazione e dell'impatto sul territorio. Problemi, questi, che avevano già portato alla bocciatura del progetto iniziale e dunque ho l'impressione che, analogamente, la domanda finirà con un no.""Altrimenti Gandria è morta"L'architetto Lo Riso, dal canto suo, spiega come il progetto sia a favore del pubblico. "Contempla posteggi per la comunità, un piccolo museo dell'ulivo e una funicolare con un lift che consente anche ai disabili di raggiungere il lago dal posteggio in alto. L'obiettivo è migliorare la qualità e lo sviluppo di Gandria. Altrimenti, in un certo senso, Gandria è morta perché non ha possibilità di sviluppo, non consente l'accesso dei turisti al lago e ha problemi di posteggio."Quali argomentazioni avranno la meglio? Cinque anni fa quelle sulla salvaguardia del territorio, stavolta è ancora tutto da vedere.
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