
I dubbi sulla gestione della vegetazione lungo il sentiero di Gandria, da quando l'ex comune è entrato a far parte della Grande Lugano, non sono nuovi. Ma visto il perdurare di una gestione "distruttiva di un sito naturalistico unico", i Verdi chiedono lumi al Municipio per sapere se gli interventi effettuati sono legali e in che modo si pensa di correggere il tiro."A Gandria stiamo distruggendo, con un importante investimento di fondi pubblici, un sito naturalistico unico, che gode della massima protezione, capace di attirare specialisti e turisti da mezza Europa e la cui preservazione in verità necessiterebbe solo di qualche intervento di poco conto" affermano i due consiglieri comunali Gianni Cattaneo e Melitta Jalkanen. "La zona del Sentiero di Gandria è famosa sin da tempi remoti per la sua vegetazione unica in Svizzera. Infatti, tra le oltre 170 specie vegetali autoctone che si osservavano facilmente lungo il sentiero, spicca una proporzione importante di piante molto rare" proseguono i due consiglieri comunali dei Verdi. "Per la bellezza paesaggistica e unicità dal profilo floristico e faunistico, la zona del Sentiero di Gandria è stata inserita come oggetto d'importanza nazionale nell'Inventario federale dei paesaggi, siti e monumenti naturali d'importanza nazionale e nell' Inventario federale dei prati e pascoli secchi di importanza nazionale e relativa ordinanza federale Gandria gode quindi, almeno sulla carta, di una protezione ai massimi livelli." "Da circa un anno si sono moltiplicate le segnalazioni a proposito della gestione inadeguata del Sentiero di Gandria dal profilo naturalistico e legale" sostengono Cattaneo e Jalkanen. "Tale gestione è giudicata eccessiva e dannosa per la biodiversità dagli esperti del settore, anche provenienti da fuori Cantone. Le squadre comunali della manutenzione delle strade, con il beneplacito della Sezione del Verde Pubblico, stanno asportando completamente la vegetazione su una fascia larga parecchi metri a monte del sentiero e in alcuni tratti anche a valle di esso, lasciando muretti e rocce raschiati a nudo, prati secchi divelti e tagliando al piede alberi e arbusti tipici.""Le conseguenze sono molteplici: sono distrutte popolazioni di piante rare, minacciate e protette, a scapito delle quali è favorita una vegetazione banale di alte erbe annuali (comunemente chiamate malerbe, che trasmettono un senso di abbandono), aumenta il rischio di erosione e caduta sassi, il paesaggio si imbruttisce, il sito diventa inospitale d'estate per mancanza di ombra, sono danneggiati il turismo storico e sostenibile di appassionati della natura come anche l'immagine di Lugano. Tutto questo con interventi assai costosi sostenuti dalla collettività." Cattaneo e Jalkanen chiedono quindi al Municipio se gli interventi al Sentiero di Gandria seguono un concetto in linea con gli obiettivi di protezione derivanti dalle norme legali in vigore, se questi interventi sono stati coordinati con gli uffici cantonali e federali competenti, cosa intende fare il Municipio per risanare i danni già provocati al Sentiero di Gandria e aggiustare il tiro a riguardo della gestione, in che modo le ripetute segnalazioni e le richieste per una gestione seria del verde a Lugano sono state inoltrate agli operatori (da una parte a chi si occupa degli interventi sul territorio, dall’altra parte a chi si occupa della promozione turistica) e quali istruzioni sono state date loro.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

