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L'anniversario
Galleria stradale del San Gottardo: 25 anni fa il terribile incendio con 11 morti
© CdT/archivio
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Ats
un'ora fa
Alle 9.39 del 24 ottobre 2001 la galleria autostradale fu teatro di uno scontro fra due camion dalle conseguenze devastanti – L’impatto, avvenuto ad appena un chilometro dall’imbocco di Airolo, provocò l’esplosione di un serbatoio

Venticinque anni fa lo scontro tra due camion nel tunnel del San Gottardo si è trasformato in un inferno di fuoco in cui erano morte undici persone. A seguito di quello che era stato il quarto catastrofico incendio in una galleria nelle Alpi nel giro di pochi anni sono stati effettuati importanti investimenti per la sicurezza dei trafori: oggi ci sono molti meno incidenti rispetto a prima del terribile rogo.

Il 24 ottobre

Il 24 ottobre 2001, poco dopo le 9:30, un camion belga proveniente dall'Italia è entrato nella galleria stradale lunga 17 chilometri. Al volante c'era un autista turco che lavorava in Belgio con un visto turistico. Aveva consumato alcolici.

Il camionista faticava a tenere il camion in carreggiata. Un chilometro dopo l'ingresso aveva urtato la parete della galleria ed era finito sulla corsia opposta. Un autista italiano che sopraggiungeva in senso contrario aveva frenato e sterzato, evitando così lo scontro frontale; i veicoli si erano però toccati lateralmente. Al momento dell'impatto il conducente turco viaggiava ancora a 40 km/h, mentre quello italiano a 10 km/h.

1200 gradi in galleria

Dalla collisione era scaturito in breve tempo un incendio catastrofico: un serbatoio di carburante si era squarciato, il diesel era colato sulla carreggiata e un corto circuito a un cavo aveva incendiato la miscela di diesel e aria. Ben presto i camion e i loro carichi, tra cui centinaia di pneumatici, hanno preso fuoco.

Il fumo si era diffuso rapidamente, riducendo in breve tempo la visibilità quasi a zero. La temperatura nel tunnel ha ben presto raggiunto i 1200 gradi. Non tutti gli occupanti delle auto erano riusciti a mettersi in salvo nei rifugi di sicurezza. Dieci persone erano soffocate, mentre una undicesima vittima era morta carbonizzata.

Tra le vittime figurava anche il responsabile dell'incidente: il suo corpo era stato ritrovato a 300 metri dal suo autocarro. L'autista italiano era invece sopravvissuto ed era stato successivamente insignito di un'onorificenza per aver aiutato numerose persone a mettersi in salvo.

I danni all'infrastruttura

L'incendio aveva danneggiato anche le infrastrutture del traforo. Sotto l'effetto del calore, la soletta del tunnel era parzialmente crollata. A causa dei lavori di ripristino, il collegamento tra Airolo e Göschenen (UR) era rimasto totalmente chiuso per circa due mesi.

Per diverse settimane erano così venute a mancare importanti capacità di trasporto sull'asse nord-sud. Per decongestionare la situazione, il passo del San Gottardo era stato tenuto aperto fino a dicembre. Le FFS avevano ripreso il servizio di trasporto auto tra Göschenen e Airolo (sospeso 20 anni prima) e avevano introdotto treni supplementari utilizzati anche per il trasporto di mezzi pesanti.

Anche dopo la riapertura della galleria stradale, per circa nove mesi, la circolazione sull'asse di transito aveva subito grossi disagi: per ragioni di sicurezza, inizialmente i camion non potevano incrociarsi all'interno del tunnel. Questo regime a senso unico alternato aveva provocato lunghe colonne di mezzi pesanti in attesa e forte malumore tra i camionisti.

Solo nell'autunno del 2002, con l'entrata in funzione di un sistema di ventilazione più efficiente, il senso unico per i veicoli pesanti era stato revocato. Da allora, tuttavia, il numero di veicoli che possono attraversare la galleria all'ora e per direzione è contingentato.

Oltre alla regolamentazione del traffico, all'indomani della tragedia erano stati rivisti diversi aspetti legati alla sicurezza. Dalle indagini era infatti emerso che la galleria - che all'epoca aveva compiuto 25 anni - era meno sicura di quanto si ritenesse. I ventilatori presenti nel tunnel, ad esempio, avevano alimentato ulteriormente le fiamme.

I precedenti

Poco prima dell'incendio nel traforo elvetico si erano verificate altre catastrofi in altri tunnel che attraversano le Alpi. Nel 1999 in due roghi scoppiati nella Galleria del Monte Bianco (Francia/Italia) e in quella del Tauri (Austria/Italia), erano morte complessivamente 51 persone. L'anno successivo, un incendio nella galleria della funicolare di Kaprun, in Austria, era costato la vita a 150 persone.

Questa tragica serie di eventi nell'arco alpino ha portato a un netto innalzamento degli standard di sicurezza per le gallerie. Negli anni successivi la Svizzera ha proceduto ad ammodernare i propri trafori con investimenti per centinaia di milioni di franchi.

Oltre alla nuova ventilazione e alla nuova gestione del traffico, la galleria del San Gottardo è stata dotata, tra l'altro, di un'illuminazione e di una segnaletica migliori. Per evitare che veicoli pesanti a rischio attraversassero la galleria, nei cantoni Uri e Ticino sono stati attivati centri di controllo del traffico pesante e portali termici in grado di rilevare i camion surriscaldati.

In futuro il transito automobilistico attraverso il San Gottardo è destinato a diventare ancora più sicuro. Attualmente è in fase di costruzione una seconda canna: quando sarà in funzione si procederà a un nuovo risanamento del tubo attualmente in uso. A partire dal 2033 il traffico stradale non scorrerà più a doppio senso di marcia all'interno della galleria.