
Galeotta fu la… ristrutturazione della casa. Una famiglia italiana - madre, padre e 4 figlie – hanno infatti perso le rispettive autorizzazioni di soggiorno dopo che era tornata a vivere in Italia per qualche mese a causa dei lavori presso la loro casa in Ticino.
Un periodo di assenza, tra settembre 2015 e dicembre 2016, che per la Sezione della popolazione del DI è stato sufficiente a revocare i permessi di domicilio delle donne (rilasciati loro nel settembre 2014) e quello di dimora del padre (rilasciatogli nel giugno 2015).
Dai verbali d'interrogatorio di Polizia del 2 giugno 2016 era emerso che nel mese di maggio 2015 la madre aveva ottenuto la licenza edilizia per la ristrutturazione della sua casa di proprietà e che, a causa di questi lavori, nel mese di settembre 205 si era trasferita con le figlie nell'appartamento di proprietà di suo padre in Italia. Le figlie avevano iniziato a frequentare l’anno scolastico 2016/2017 in Italia. Dagli accertamenti è inoltre emerso che i lavori di ristrutturazione dell'abitazione famigliare erano però iniziati soltanto nel novembre/dicembre 2016 e avevano comportato la totale inagibilità della casa fino almeno al mese di settembre 2017.
Dopo la revoca dei loro permessi, disposta l'11 novembre 2016, la famiglia si era quindi rivolta al Consiglio di Stato e, in seconda istanza, al Tribunale cantonale amministrativo (TRAM). La Corte cantonale non ha però potuto fare altro che confermare la decisione della Sezione della popolazione in quanto “si può senz'altro ritenere che dal mese di settembre 2015 fino al mese di dicembre 2016 (se non fino al mese di settembre 2017) il centro degli interessi dei ricorrenti non si trovasse più in Svizzera bensì in Italia, dove la donna svolge prevalentemente la propria attività lucrativa”. La loro presenza della famiglia in Ticino, si legge nella sentanza dello scorso 26 novembre pubblicata ieri, “si è limitata ai fine settimana ed ai giorni festivi e in concomitanza ad impegni specifici, come l'attività presso la comunità parrocchiale o di associazioni, o legati all'immobile da ristrutturare”.
Considerato che nell'ambito della decadenza di un permesso in seguito a prolungato soggiorno all'estero non vi è spazio per una ponderazione di interessi, il TRAM ha respinto il ricorso. La famiglia, nel frattempo, ha presentato una domanda di cambiamento di Cantone presso le autorità grigionesi e potrà presentare una nuova domanda di rilascio di un permesso di dimora “sempre che ne adempiano evidentemente le condizioni”.
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