
Dopo 5 anni dall’apertura dell’indagine “Pecunia olet”, potrebbe profilarsi il processo in Italia per Tiziano Galeazzi. Il pm Carmen Santoro ha infatti inoltrato la richiesta di rinvio a giudizio, che verrà discussa dal giudice dell’udienza preliminare Maria Beatrice Parati il prossimo il 15 dicembre. Lo riporta l’edizione bergamasca del Corriere della Sera.
Nei guai per una cliente
Il municipale di Lugano, ricordiamo, è indagato per riciclaggio in un’inchiesta partita nel 2011 dalla Guardia di finanza di Brescia, al cui centro vi è un’imprenditrici italiana, per cui Galeazzi gestiva i conti correnti. Secondo la procura italiana Galeazzi ha aiutato, nella sua attività finanziaria, a riciclare ingenti somme di denaro alla sua cliente. Lui si è sempre difeso, sostenendo che la sua attività professionale è stata considerata illecita per errore dalla Procura di Bergamo. “La vicenda risale a parecchi anni fa, quando ancora vigevano regole bancarie diverse rispetto a oggi”, aveva dichiarato ai nostri microfoni.
“Sono tranquillo”
“Il mio avvocato durante l’incontro di ieri ha chiesto di ricevere formalmente i dettagli della accuse che mi sono rivolte, che ancora non conosciamo”, ha aggiunto Galeazzi da noi contattato. Ed è per questo che il Gup ha preso ulteriore tempo per analizzare l’incarto. “Io comunque sono tranquillo, ho sempre operato all’interno delle regole bancarie svizzere e delle regole della banca presso cui ero impiegato, quando vigeva ancora il segreto bancario. Quindi confido nella giustizia italiana”.
La sentenza del tribunale federale
Una sentenza del Tribunale federale nel 2018 aveva poi smontato in parte il reato di riciclaggio, accogliendo parzialmente un ricorso della principale imputata in Italia e il dissequestro dei suoi beni depositati in Svizzera. “Per me è molto importante che il Tribunale federale abbia confermato quello che ho sempre sostenuto, ovvero che nello svolgere il mio lavoro non ho violato le regole bancarie e le leggi svizzere in vigore nel periodo contestato dall’Italia (all’epoca era ancora in vigore il segreto bancario)” aveva dichiarato allora il deputato UDC. Secondo il quotidiano italiano il legale difensore di Galeazzi, avv. Davide Giudici, non punterà comunque sul patteggiamento. “Io non ho niente da nascondere o da patteggiare”, ribadisce a noi Galeazzi.
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