
"Galeazzi, Marchesi, Quadri: mettetevi pure il cuore in pace, perché su questi temi non ho alcuna intenzione di star zitto". Il Consigliere di Stato socialista Manuele Bertoli non le ha mandate a dire. Dopo che il suo post con cui aveva bacchettato la politica migratoria adottata da Italia, Ungheria e Stati Uniti e l’atteggiamento di Salvini, Orban e Trump nei confronti dei più deboli (vedi articoli suggeriti) aveva incassato le critiche della destra ticinese, il direttore del DECS ha voluto chiarire alcuni punti sottolineando di non voler stare zitto davanti alla sofferenza di donne e bambini.
“Qualche politico di casa nostra ritiene inopportuno che mi esprima su questioni di civiltà, come il trattamento riservato ai migranti da alcuni Paesi, o su politiche proposte da nazioni estere, come quelle inerenti all’applicazione del trattato di Dublino – ha scritto sul proprio sito personale - Nell’ambito delle mie funzioni mi dedico tutti i giorni ai ticinesi, sia dirigendo il mio Dipartimento, sia partecipando alle decisioni del Governo, mettendo in campo riforme per il futuro e facendo tutto ciò che è in mio potere per consolidare soluzioni attuabili ed efficaci ai problemi. Ciò non mi impedisce, anzi, mi richiede di interessarmi anche a ciò che ci circonda, a ciò che sta accadendo attorno a noi e che più o meno direttamente ci tocca. Per esempio in ambito di migrazione, perché anche noi siamo coinvolti dal cinismo imperante o, più concretamente, dall’applicazione degli accordi Schengen/Dublino”.
Bertoli ha evidenza al necessità di non voltarsi dall’altra parte davanti a fatti e avvenimenti a noi vicini: “Non possiamo proteggere e coltivare efficacemente il nostro orto senza alzare ogni tanto lo sguardo da terra e contestualizzare la situazione generale, per identificare eventuali pericoli in arrivo per tempo, evitarli se possibile o comunque per preparare soluzioni valide prima che sia troppo tardi. Se un tornado si avvicina al nostro orto è meglio saperlo e reagire per tempo, piuttosto che mettersi un paraocchi e continuare imperterriti a zappare la terra”.
“Galeazzi, Marchesi, Quadri: mettetevi pure il cuore in pace, perché su questi temi non ho alcuna intenzione di stare zitto - ha concluso il direttore del DECS - Viviamo in un Paese libero, nel quale tutti sono liberi di scegliere di cosa parlare e di leggere o ignorare quel che gli altri dicono. Se non vi garba ciò che ho da dire siete liberi di guardare altrove, nessuno vi obbliga ad alzare lo sguardo da terra”.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

