
"Sono rimasto sorpreso da questa dichiarazione. Non lo so, magari è un momento difficile per la Compagnia."
Dopo le frecciatine lanciate da Daniele Finzi Pasca, il direttore del LAC Michel Gagnon non aveva ancora detto la sua. Le affermazioni riportate da cdtonline.ch pochi giorni fa, ci confida oggi, lo hanno scioccato. "Ora che il LAC c'è dovrebbe essere anche casa nostra, ma non è così". Si sfogava l’artista, e poi ancora "io non capisco Michel Gagnon, non so cosa pensi".
Da parte sua, il direttore del LAC si esprime così: "Al di là delle tensioni la Compagnia Finzi Pasca ha il suo posto al LAC." Sono i benvenuti per provare nella sala teatro e da un punto di vista personale sono tranquillo, ho fatto il massimo non sono capace di fare di più."
Nessun mea culpa dunque, il direttore afferma di aver fatto il possibile per far sentire la compagnia a casa. I grandi capitoli della disputa sono due.
Ancora Gagnon: "Ci sono due cose diverse: la settimana residenziale nel teatro e se non bastano le 5 settimane abbiamo un progetto, possiamo fare di più durante l'estate, fuori stagione".
Pochi mesi fa alla compagnia era stato proposto di aumentare le settimane di residenza da 5 a 10 ma fino ad oggi, secondo il direttore, non è ancora giunta risposta. Poi c’è la questione dell’ufficio di rappresentanza, che Finzi Pasca vorrebbe tra le mura del polo culturale.
"Quando mi hanno offerto di dirigere il LAC, anni fa ho rifiutato", si sfoga sempre l’artista dalle pagine del Corriere del Ticino "proponendo di scegliere dei bravi funzionari e offrendo il mio aiuto nel cercarli. È un po' strano che poi i funzionari ti dicano che per te non c'è più spazio".
E su questo punto, Gagnon, replica solenne: "Basta fare un sopralluogo. Ogni tanto ci sono due persone a lavorare alla stessa scrivania. Manca lo spazio al LAC. Per sviluppare il LAC ho bisogno di dipendenti che lavorino nel Chiostro e il Chiostro è pieno."
Che al LAC manchino spazi è un bel problema e non solo per Finzi Pasca. Come conferma ai microfoni di TeleTicino il municipale Roberto Badaracco: "Se il polo culturale continuerà a crescere si dovranno trovare nuove soluzioni".
Maggiori dettagli nel servizio del Tg di TeleTicino in onda dalle 18.45
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