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Ticino
Fusioni: quattro comuni a muso duro contro i malus
Redazione
16 anni fa
Arbedo-Castione, Giubiasco, Monte Carasso e S.Antonio contrari al progetto di piano cantonale per le aggregazioni comunali

Arbedo-Castione, Giubiasco, Monte Carasso e S.Antonio si schierano contro il direttore del Dipartimento Istituzioni Luigi Pedrazzini. O meglio, contro il progetto – presentato giovedì a Bellinzona - di piano cantonale per le aggregazioni comunali, con lo scopo di disegnare comprensori più estesi e coerenti. I quattro municipi, si legge in una nota stampa inviata ai media, “hanno deciso di non partecipare allo studio strategico del Bellinzonese: non saranno quindi rappresentati nei workshop che sono già stati convocati per l’inizio del mese di giugno e non escludono che altri Comuni possano prendere la medesima decisione”. La decisione fa seguito alle dichiarazioni del ministro Pedrazzini a proposito della revisione della Legge sulla perequazione finanziaria intercomunale. In conferenza stampa a Bellinzona, infatti era stato dichiarato che la misura “è stata pensata soprattutto per il Bellinzonese". “Tali dichiarazioni – si legge nella nota stampa dei quattro comuni - confermano le perplessità già sorte alla presentazione dello studio strategico del Bellinzonese, che si conferma essere unicamente uno studio aggregativo”. Quindi i municipi “si distanziano fermamente da questa impostazione dei rapporti tra Cantone e Comuni, come pure dei rapporti tra Comuni: al ricatto preferiscono ancora il dialogo trasparente e costruttivo tra i vari livelli istituzionali. Tuttavia, nell’ambito della revisione LPI, Dipartimento delle Istituzioni e Consiglio di Stato si sono limitati a cedere a chi grida più forte”. Andrea Bersani: 'Siamo sconcertati'“Siamo sicuramente sconcertati di fronte a un modo di fare politica, che non ci sentiamo minimamente di sottoscrivere", osserva il sindaco di Giubiasco Andrea Bersani. "Si possono avere confronti duri - aggiunge -, ma sicuramente devono sempre basarsi su degli argomenti... Ma il dubbio è che in assenza di argomenti, diventi una scorciatoia del ricatto, e non è elegante tra enti pubblici. E se questa è la strada che il Cantone ha deciso di intraprendere, purtroppo – nostro malgrado – sarà la strada che anche noi intraprenderemo e quindi sarà un confronto sicuramente duro. Non lasceremo cadere la cosa, solo perché qualcuno urla più forte di altri”.

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