
Continuano a far discutere le avances del PLRT nei confronti del PPD.
"Per il PLRT c'è ancora da pedalare, magari anche in tandem" aveva affermato il presidente liberale radicale Rocco Cattaneo dopo i risultati del ballottaggio per il Consiglio degli Stati. "Il Partito popolare democratico è una forza politica assieme alla quale va affrontata una riflessione comune per approfondire un rafforzamento della collaborazione tra i due partiti storici di centro" gli aveva fatto eco il segretario PLRT, Andrea Nava.
Tra i deputati liberali radicali però non sembra esserci lo stesso entusiasmo per un'eventuale fusione tra i due partiti.
Il granconsigliere Franco Celio, ad esempio, parla di "gatta frettolosa".
In un'opinione pubblicata oggi su La Regione, Celio riconosce che "oggettivamente, le feroci contrapposizioni del passato tra gli storici avversari si riferivano a questioni che oggi hanno perso buona parte della loro rilevanza."
"Sui problemi attuali, invece, le posizioni dei due partiti sono spesso affini" rimarca Celio.
"Ma che ciò basti ad assicurare all'operazione ipotizzata il successo desiderato è perlomeno dubbio" scrive il granconsigliere PLRT. "È noto infatti che in politica 2 più 2 fa raramente 4. Il voto, infatti, non dipende solo da fattori razionali, ma anche da sentimenti, passioni, perfino da pregiudizi. Lo si è visto anche nei Cantoni romandi, dove la fusione tra radicali e liberali, storicamente rivali, non ha affatto consentito al nuovo partito di sommare i voti dei due precedenti.
"Nel nostro caso" prosegue Celio, "è facile prevedere che non pochi elettori, tanto liberali quanto pipidini, piuttosto che associarsi agli "storici avversari" preferirebbero optare per la Lega o scegliere altre vie. La Lega potrebbe quindi anche essere la vera beneficiaria dell'operazione pensata per indebolirla. A maggior ragione se il "nuovo" partito scegliesse di cavalcare i suoi stessi temi e persino di usare - come già avevnuto, i suoi stessi slogan..."
Celio riconosce che occorre creare una vera alternativa alla Lega, ma ritiene che "non tutte le iniziative pensate a questo scopo raggiungeranno l'obiettivo."
Pur dichiarandosi favorevole a un riavvicinamento tra PLRT e PPD, Celio considera che "voler forzare i tempi con decisioni di vertice, sarebbe però il modo più sicuro per far fallire l'operazione."
"E a poco servirà allora prendersela coi "nostalgici": senza elettori non si va lontano" conclude Celio. "Una fusione a freddo, non adeguatamente preparata, potrebbe infatti anche avere un effetto-boomerang. La gatta frettolosa..."
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