
Indagato in quanto sospettato di aver fatto sparire dispositivi elettronici dal centro pacchi di Cadenazzo. È la vicenda che vede coinvolto un dipendente di una ditta di trasporti. Stando a quanto riferisce la RSI, sarebbero una sessantina i dispositivi mai arrivati a chi li aveva ordinati online tra fine 2022 e inizio 2023.
La denuncia e gli accertamenti
Come spiega la procura cantonale da noi contattata, a fine febbraio La Posta ha presentato una denuncia relativa alla sparizione del contenuto di alcuni pacchi. I contestuali accertamenti effettuati dagli inquirenti della Polizia cantonale con la collaborazione dell’accusatrice privata hanno permesso nei giorni seguenti di individuare, fermare e interrogare l’autore dei furti. Si tratta di un 47enne cittadino italiano residente nel Bellinzonese
L’ipotesi di reato
L’uomo, che attualmente si trova indagato a piede libero, è in particolare accusato di aver aperto numerosi pacchi per impossessarsi del loro contenuto (essenzialmente apparecchiature elettroniche per un valore di refurtiva stimato in alcune decine di migliaia di franchi). La principale ipotesi di reato è quella di furto. L’inchiesta è coordinata dalla Procuratrice pubblica Anna Fumagalli.
La Posta prende posizione
Da noi contattato, il responsabile Politica e comunicazione Ticino della Posta ci ha esposto la presa di posizione del gigante giallo in merito a questo episodio. " Va premesso come l’obiettivo principale della Posta sia quello di recapitare tutti i pacchi e le lettere alle persone a cui sono destinati in modo affidabile e sicuro. La Posta non tollera i furti o altri reati, esamina attentamente le segnalazioni di possibili furti e, in presenza di indizi concreti, avvia i necessari accertamenti. Se il sospetto di furto viene confermato, terminati gli accertamenti interni l’azienda verifica la possibilità di sporgere denuncia. In casi di questo tipo la Posta collabora sempre a stretto contatto con le competenti autorità di perseguimento penale. Nel caso in questione facciamo riferimento e ci rimettiamo a quanto comunicato dalle autorità di polizia competenti. Teniamo inoltre a sottolineare come grazie alla collaborazione fra i l’autorità di polizia e nostri servizi di sicurezza interni, i lavori di indagine abbiano avuto esito positivo e permesso di identificare l’autore. Autore che non risulta essere un collaboratore alle dipendenze della Posta. Malgrado l’impegno nel definire procedure volte ad evitare simili situazioni, non è tuttavia possibile escludere nella maniera più assoluta che possano verificarsi. Monitoriamo costantemente i flussi di lavoro proprio per identificare in tempo utile situazioni come quella accaduta. Il fattore umano resta l’elemento centrale e imprescindibile. Benché il volume di pacchi sia fortemente aumentato negli ultimi anni, la Posta non registra in percentuale alcun aumento dei casi di truffa o smarrimento di invii in tutta la Svizzera. Da anni la quota di invii smarriti è costantemente ben al di sotto dell’uno per mille".

