
Colpivano prevalentemente nel Sottoceneri, scassinando in abitazioni di standard medio-alto, rubando gioielli e denaro. Si è conclusa a maggio l'inchiesta contro la banda di scassinatori, composta da nomadi del Torinese, che ha messo a segno nel corso degli ultimi anni in Ticino la quarantina di furti per un totale di un milione di franchi. "L'inchiesta - comunica Stefano Malinverno, commissario della polizia cantonale, ai microfoni di Radio3iii - ha potuto portare all’arresto di due persone in Ticino nell’ottobre dell’anno scorso e di un’altra persona arrestata nella Svizzera interna. Altre due persone sono state ultimamente identificate in Italia. La banda ha fatto parecchi e svariati furti in tutto il Cantone, principalmente nel Luganese”. “Il modus operandi - scrive la polizia cantonale in una nota stampa - era quello classico di questi scassinatori”: dopo aver scelto la zona, cominciavano a suonare ai campanelli delle abitazioni, e se erano vuote, entravano forzando finestre o porte-finestra. Diversi cittadini hanno inoltre aiutato nell’inchiesta, segnalando veicoli con targhe sospette e, in alcuni casi, scattando fotografie alle persone o alle automobili. Ma non solo. L’arresto di due componenti della banda, ricorda la polizia, è stato reso possibile grazie alla segnalazione di un cittadino. “Abbiamo ricevuto segnalazioni da più parti – termina Malinverno -. Addirittura abbiamo ricevuto delle fotografie di un veicolo che mostrava persone sospette nella zona di Melide”. “Chiediamo alla popolazione - comunica la polizia cantonale - di avvisare tempestivamente la Polizia in caso notasse persone o veicoli sospetti, come pure di annotare i numeri di targa e quanti più particolari possibile”.
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