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Ticino
Furti nelle Valli, "l'Aquila" sgomina gli scassinatori
Redazione
12 anni fa
Hanno commesso una quarantina di furti, in Ticino e in altri Cantoni, per una refurtiva che ammonta a 180mila franchi

Si è conclusa nelle scorse settimane l'inchiesta denominata "Aquila", relativa ad una banda di scassinatori albanesi che hanno ripetutamente commesso furti con scasso nel periodo compreso fra febbraio e settembre 2014. Lo comunicano il Ministero pubblico e la Polizia cantonale in una nota. 

L'indagine degli inquirenti ha permesso di identificare diversi autori di furti: Quattro di essi, in un'operazione congiunta tra Polizia cantonale e Guardie di confine, sono stati arrestati a Balerna mentre rientravano in Italia dopo aver colpito nel Canton Grigioni. Un quinto presunto autore è stato arrestato in Italia che, a seguito dell'emissione di un mandato di cattura internazionale, sarà estradato. Altri cinque albanesi sono stati invece identificati quali autori materiali. Nei confronti di quest'ultimi è stata pure chiesta l'emissione di mandati di cattura.

Le varie "batterie", spiega la Polizia cantonale, si servivano di veicoli intestati a terze persone e, partendo da Milano nel primo pomeriggio, raggiungevano diverse località svizzere prima del buio. Questi gruppi, in genere composti da tre o quattro persone, dopo aver individuato i loro obiettivi, agivano seguendo uno schema ben preciso: Due di loro si occupavano materialmente di commettere gli scassi mentre il terzo ed eventualmente il quarto, con il veicolo, si mantenevano nei paraggi, pronti a recuperare i complici e la refurtiva. La scelta degli obiettivi era casuale e legata alla mancanza di luci accese nelle abitazioni, cosa che lasciava supporre l'assenza dei proprietari. Prima di penetrare nelle case effettuavano una ulteriore verifica controllando l'assenza di vetture e, se questo era il caso, agivano di conseguenza.

La banda, oltre ad aver agito in Ticino, ha operato scassi anche nei cantoni di Lucerna, Obwaldo, Nidvaldo, Uri, Argovia, Glarona e Grigioni. Sono oltre una quarantina i furti ricostruiti, per una refurtiva che ammonta a 180mila franchi e per danni calcolati a 45mila franchi. 

Visto il modo di operare di queste persone, la Polizia rammenta l'importanza di segnalare persone sospette che si spostano a piedi all'interno dei nuclei abitativi o la presenza di veicoli sospetti, avendo cura di rilevarne numero di targa, marca e colore.

L'inchiesta in oggetto é stata coordinata dalla Procuratrice Pubblica Valentina Tuoni.

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