
La mafia georgiana dietro ai furti in negozi ed appartamenti di bande ben note alla polizia cantonale. Ladri che agiscono in due, tre al massimo e che prediligono gioielli, alcolici cari e impianti elettronici. E' quanto emerge - stando al Caffè - dalla vasta inchiesta che a metà marzo ha portato in manette 69 persone, di cui 11 in Svizzera con arresti anche in Ticino. Un'organizzazione malavitosa internazionale ben radicata in Europa, la mente era in Spagna. Ebbene, scrive oggi il domenicale, l'inchiesta avrebbe permesso agli inquirenti federali di ricostruire la struttura della mafia georgiana, scoprendo che parte del bottino delle bande, comprese quelle che agiscono in Ticino, va a finanziare un’organizazione, strutturata quasi come una holding del crimine. Al vertice ci sarebbe una cupola, chiamata “ladri legali” e nata nelle carceri sovietiche per poi ramificarsi in tutta Europa. Solo anni di indagini incrociate hanno permesso di scoperchiare l'organizzazione attiva anche in Svizzera con tentacoli in Ticino, dove ci sarebbero capetti incaricati di controllare i reati commessi e riscuotere per le casse centrali. Stando al portavoce dell'Ufficio federale di polizia Eva Zwahlen, “Ogni cantone è toccato da questo fenomeno, ci sono indizi per un concatenamento regionale e internazionale dei furti. I?proventi dei colpi almeno parzialmente vanno all’associazione dei ladri legali”.
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