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Ticino
Furti ad Astano, le firme vanno a Berna
Redazione
11 anni fa
Un gruppo di donne chiede l'intervento delle autorità. Alla consegna della petizione ci saranno Pantani e Romano

Astano capitale ticinese della criminalità. Questo è quanto era emerso da un sondaggio pubblicato dal portale Watson.ch in marzo. Un mese dopo, un gruppo di cittadini si riuniva per raccogliere delle firme con il Gruppo "Stop ai furti". Lo scopo? Contrastare e trovare una soluzione per mettere fine ai numerosi furti che da tempo colpivano il paese malcantonese e gli altri comuni della zona.

Un messaggio semplice, ci dice una delle promotrici Elisa Messmer: "Quello di chiedere alle autorità di competenza d’intervenire immediatamente.”

Partita da un gruppo creato in Whats’up, chiamato “Attenzione”, dietro iniziativa della giovane madre e di altre tre concittadine (Roberta Rezzonico Scenini, Karin Gosteli e Charlotte Weinziger), la petizione verrà ufficialmente inviata domani alla volta di Berna.

Alla cerimonia saranno presenti anche i consiglieri nazionali Roberta Pantani e Marco Romano, che hanno sollecitato più volte il Consiglio federale sulla tematica della sicurezza. "Pantani", ricorda la nostra interlocutrice, "ha chiesto che venissero chiusi i piccoli valichi durante le ore notturne e venissero rafforzate le forze dell’ordine, mentre Romano ha richiesto più volte che venisse rafforzato il corpo delle guardie di confine.”

Alle firme raccolte, sarà aggiunta una lettera di accompagnamento dei promotori della petizione, come pure delle lettere di sostegno ricevute da vari comuni. Fra questi quello di Brusino Arsizio, dove mercoledì è stata perpetrata l’ennesima rapina. Il Municipio del comune del mendrisiotto ha infatti preso posizione ieri, sostenendo ufficialmente l’iniziativa.

Questo lavoro era davvero neccessario? chiediamo ancora a Messmer. “Assolutamente sì. Siamo in molti ad essere preoccupati dalla situazione e, senza voler fomentare inutili allarmismi, oramai la maggior parte degli abitanti della zona abita in case munite di allarme antifurto.”

La petizione ha raccolto il favore di una gran parte dei residenti anche perché, spiega la giovane, “si tratta di un’azione che parte da una reale necessità, indipendentemente dalla posizione politica dei partecipanti." Secondo l’intervistata non si tratta di mettere in atto misure discriminanti, quanto piuttosto di prevenire dei furti commessi grazie alla vicinanza della frontiera. “Personalmente quello che trovo fondamentale è che siano meglio controllati i confini con l’Italia perché i malintenzionati, siano essi svizzeri o stranieri, non vengano a derubare gli abitanti delle zone di frontiera per poi fuggire tranquillamente oltre confine, evitando così di essere perseguiti dalla legge” conclude Messmer.

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