
Si infiamma ulteriormente il dibattito sull'assunzione di un collaboratore torinese al Centro di dialettologia di Bellinzona. A riscaldare gli animi è stata la pubblicazione sul Mattinonline, venerdì scorso, del curriculum vitae del collaboratore in questione, nel quale non sembrano comparire né la "rara formazione" né le "notevoli competenze" enunciate dal Consiglio di Stato nella sua risposta all'interrogazione del leghista Massimiliano Robbiani (vedi articolo suggerito).
Una pubblicazione che ha suscitato l'indignata reazione del direttore del DECS Manuele Bertoli, il quale ha lanciato ieri una dura invettiva contro il Mattinonline e il Mattino della Domenica, sottolineando in particolare che il curriculum risale al 2013 e non può quindi essere considerato completo.
"La maldicenza come sistema" è il titolo dello scritto pubblicato su Facebook dal consigliere di Stato socialista.
"Quando in politica mancano gli argomenti, alcuni, pur di sostenere le proprie tesi, arrivano a mentire o raccontano solo la parte della verità che fa più comodo, immaginando che la gente sia pronta a credere a tutto" scrive Bertoli. "E’ accaduto anche in questi giorni, dove Mattinonline e Mattino della domenica hanno dovuto raccontare falsità su di una persona assunta al 60% al Centro di dialettologia e etnografia (CDE) con un contratto da ausiliario, rea di provenire da Torino. Sbandierando la presunta copia parziale di un curriculum fermo al 2013, hanno messo in dubbio quanto affermato dal Governo, nonché ovviamente l’onorabilità del collaboratore toccato."
"Un giovane che ha conseguito una specializzazione in onomastica presso l’Università di Torino nel 2016 ed è in attesa di discutere il dottorato" prosegue il direttore del DECS. "Ed è proprio nel quadro di questo lavoro che si è avvicinato al CDE, quale centro specialistico al di fuori dei confini italiani. Un giovane che oltre a ciò ha mostrato una competenza personale di rilievo in informatica, tanto da aver contruibuito a generare le banche dati necessarie al lavoro dello stesso CDE senza dover far capo a specialisti esterni."
"Ancora una volta in questo Cantone non si esita ad usare la maldicenza gratuitamente, in mancanza di argomenti più degni. Un povero metodo usato da povere persone, che in mancanza di fatti veri sono costrette a ricorrere alla menzogna" conclude Bertoli. "Un metodo che insulta i destinatari di queste pseudoinformazioni, trattandoli da creduloni pronti a prendere tutto per oro colato."
Non si è fatta attendere la replica del direttore del Mattino della domenica, il consigliere nazionale leghista Lorenzo Quadri, affidata anch'essa a Facebook.
"Vedo che non si perde l'abitudine di montare in cattedra con argomenti biliosi e poco efficaci" scrive Quadri prima di elencare una serie di punti.
"Che il curriculum pubblicato fosse allo stato 2013 era indicato chiaro e tondo. Spieghi il direttore del DECS dove le esecrabili pubblicazioni da lui citate avrebbero indicato qualcosa di diverso; naturalmente si può sempre sostenere che nel giro di un paio d'anni si possano conseguire stratosferiche competenze nei campi accademici più disaparati, competenze tutte chiaramente introvabili in Ticino ma ben presenti nel Belpaese (si sa che nella Vicina Penisola tutto è migliore e superiore); stante che l'amministrazione pubblica deve risparmiare (ammesso e non concesso che questa necessità sia riconosciuta anche dal direttore del DECS) davanti ad una situazione come quella di cui sopra, chi dirige il centro di dialettologia avrebbe dovuto chiedersi se l'assunzione fosse davvero necessaria, a maggior ragione se effettuata oltreconfine, o se non sarebbe stato più opportuno rinunciare; quando il Municipio di Lugano si è trovato suo malgrado coinvolto in una situazione analoga, ha almeno avuto la decenza di ammettere che qualcosa non era andato per il verso giusto. Altri evidentemente pretendono lauree di santità e di infallibilità;"
Quadri ritiene che "la colpa è di chi assume, non di chi viene assunto."
Il direttore del Mattino della domenica scrive poi di aspettare "sempre di conoscere il giudizio morale del direttore del DECS sulle sistematiche "gratuite maldicenze" ed i reiterati triviali insulti personali all'indirizzo degli avversari politici ad opera delle pubblicazioni quindicinali ed online (magari senza dimenticare il defunto "Confronti") che puntellano il suo PS. Visto che le deprecabili testate Mattinonline e Mattino della domenica vengono accusate di accanimento nei confronti del "dialettologo" torinese dettato dal loro congenito razzismo anti-italiano, si aspetta pure il giudizio morale del direttore del DECS sull'esternazione del capogruppo in consiglio comunale di Lugano del suo partito, nonché funzionario dirigente del Cantone, sugli "italiani furbi che da noi hanno trovato l'America e che bisogna imparare ad eliminare", all'indirizzo di un giornalista con nazionalità svizzera ed italiana."
In conclusione, Quadri scrive che "la vicenda è comunque servita a portare il centro di dialettologia all'attenzione della politica alla ricerca di misure di risparmio."
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