
Recenti verifiche hanno permesso di far venire a galla il caso di un dipendente della pubblica amministrazione che durante le ore di lavoro consultava siti internet a sfondo erotico, consultazione non autorizzata. Lo fa sapere – scrive oggi la Regione – il Consiglio di Stato rispondendo a un’interpellanza di Sergio Arigoni. Il deputato indipendente ha chiesto al Governo quali siano le regole sull’accesso ad internet da parte dei funzionari pubblici e se siano stati appurati abusi, nel caso specifico di siti pornografici. Da qui la verifica che ha portato come detto alla scoperta. Al momento è in corso un’inchiesta disciplinare per stabilire quali misure e sanzioni adottare nei confronti del dipendente in questione. L’uso di internet e dei servizi di posta elettronica, spiega nella sua risposta il Governo – è consentito anche a scopo personale a condizione che ciò non pregiudichi in alcun modo il normale svolgimento dell’attività lavorativa e non si trasformi in abuso.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

