
Dopo le reazioni da parte della politica ticinese sulla sentenza della Corte delle Assise criminali nei confronti dell'ex funzionario del DSS, condannato a una pena sospesa per coazione, è giunta anche quella del Governo.
Il Consiglio di Stato ricorda che, "non appena ricevuta comunicazione dal Ministero pubblico, nel giugno dello scorso anno, dell’apertura di un procedimento penale nei confronti di un collaboratore del DSS, ha immediatamente sospeso quest’ultimo dalla funzione e avviato un’inchiesta disciplinare. Successivamente, dopo aver potuto consultare gli atti del procedimento penale, ritenendo i fatti emersi e ammessi dal collaboratore inconciliabili con la funzione professionale esercitata, ha deciso lo scioglimento per disdetta del rapporto di impiego. La condanna pronunciata ieri dalla Corte delle Assise criminali, ancorché in primo grado di giudizio, conferma l’adeguatezza di questo provvedimento".
Il Governo aggiunge che "ha dato incarico al Capo della Sezione delle risorse umane e al Consulente giuridico del Consiglio di Stato di esaminare gli atti dell’inchiesta penale e le motivazioni scritte della sentenza, una volta che saranno allestite, per procedere ad accertamenti in relazione all’eventuale gestione inadeguata del caso in seno all’Amministrazione".
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