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Ticino
Funivia del Serpiano, Bernasconi Zapf: "Non possiamo portare avanti le trattative su queste basi”
©Gabriele Putzu
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Redazione
5 mesi fa
Le discussioni per il passaggio della struttura in mani pubbliche si sono arenate dopo oltre tre anni di trattative. La vicesindaca di Brusino: “Non siamo disposti a finanziare i costi di manutenzione o di eventuali perdite di una struttura privata”.

Gli impianti di risalita svizzeri sorridono per l'ottima stagione estiva 2025. A Brusino c'è però delusione per l'interruzione definitiva delle trattative fra Comune e società proprietaria della funivia che porta al Serpiano. Oltre tre anni di trattative sfociate nel nulla; l'idea del Comune era di trasferire la funivia del Serpiano in mani pubbliche. Obiettivo? Il mantenimento e l'ammodernamento di un impianto strategico per il Mendrisiotto e Basso Ceresio. Discussioni che ora - spiega a Ticinonews la vicesindaca Michaela Bernasconi Zapf - si sono arenate. “C'è stato veramente un impegno notevole, anche da parte dell’Ente del turismo regionale, ma purtroppo ci troviamo adesso in una situazione in cui non possiamo permetterci di portare avanti le trattative su queste basi”.

Il nodo della questione

Pomo della discordia non tanto il valore di transazione contrattato con la società anonima che gestisce l'impianto, quanto più le richieste supplementari avanzate. “Il Comune avrebbe dovuto farsi carico anche di una cifra comprendente la manutenzione, e non solo per gli anni addietro, ma anche per il 2025 e 2016", prosegue Bernasconi Zapf. E questo "indipendentemente dall'esito delle trattative con la Funivia SA”. Un onere troppo grande per un comune di nemmeno 500 abitanti e che ha dovuto prendere atto di uno scarso sostegno istituzionale e finanziario da parte del Cantone, nonostante un'iniziale apertura e una mozione sottoscritta da tutti i granconsiglieri momò. “Non avendo il supporto istituzionale per questo tipo di transazione, noi da soli non siamo in grado di sostenerla finanziariamente”.

"Nessuna garanzia per il funzionamento"

Si torna quindi metaforicamente alla stazione di partenza e si guarda con preoccupazione al futuro, con la principale opportunità turistica del comune che continuerà a essere gestita privatamente. “Non abbiamo una garanzia per il funzionamento, è anche possibile che la proprietà decida di non riaprire con la nuova stagione. E noi non siamo disposti a finanziare i costi di manutenzione o di eventuali perdite di una struttura privata. Lo faremo nel momento in cui diventerà pubblica”, conclude Bernasconi Zapf.