
Il 6 aprile scorso i deputati Henrik Bang, Jacques Ducry (PS) Natalia Ferrara, Giorgio Galusero, Giovanna Viscardi (PLR) e Sabrina Gendotti (PPD), avevano inoltrato un’interrogazione al Consiglio di Stato riguardo la fuga di notizie e immagini riservate di un incidente frontale avvenuto nella notte tra giovedì 1 e venerdì 2 marzo 2018 nella Galleria del San salvatore (vedi articoli suggeriti).
Ebbene, dalla risposta del Governo dello scorso 7 novembre emergono alcuni dettagli destinati sicuramente a far discutere. L'inchiesta - aperta per far luce su una possibile violazione del segreto d'ufficio dopo che la Polizia e il Ministero pubblico avevano preso atto dai media dalla fuga di notizie - ha infatti stabilito che le immagini delle telecamere di sorveglianza della galleria non sono state estrapolate dal sistema. Si è invece trattato di una registrazione video della schermata di un computer, effettuata da un telefono cellulare, poi diffusa in una chat aperta ad un grande numero di persone. Nonostante ampie indagini non è stato sinora possibile risalire all'autore della violazione del segreto d'ufficio e l'inchiesta è stata sospesa dal Ministero Pubblico lo scorso 18 giugno.
In sostanza - spiega il Consiglio di Stato - si è trattato "di un'azione intenzionale e illecita" di un singolo individuo che ha commesso un reato. "Ci troviamo di fronte ad un caso isolato e la Polizia cantonale, come gestore delle telecamere (che sono di proprietà dell'USTRA, ndr), ha messo in atto di sua iniziativa tutte le misure per accertare la fattispecie, punire eventuali colpevoli e prevenire futuri abusi per quanto concerne i propri collaboratori", si legge nella risposta all'atto parlamentare. Per quanto riguarda l'accesso ai filmati, è emerso che sia i collaboratori della Polizia cantonale sia i collaboratori dell'USTRA possono accedere da un computer tramite un login alle telecamere collegate al sistema di videosorveglianza. L'USTRA dispone inoltre di ulteriori accessi al sistema da altre sue centrali/sedi.
Nonostante la fuga di immagini riservate il Consiglio di Stato ritiene che le misure di sicurezza esistenti siano "sufficienti" e non ritiene altresì necessario adottare ulteriori misure.
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