
La vicenda in Italia sta diventando d’interesse nazionale. Non senza qualche punta allarmistica in Italia oramai si parla di "fuga di capitali verso il Ticino". Una processione innescata dalle incertezze politiche del governo giallo verde. Chi lavora nel settore però da noi è più cauto, anche se il direttore dell'Associazione Bancaria Ticinese (ABT) Franco Citterio conferma: "Dati non ci sono, ma da 4 settimane nelle banche ticinesi c’è fermento - ha dichiarato ieri ai microfoni di TeleTicino - Non si può parlare di una vera fuga di capitali. Ma sicuramente c'è fermento, nel senso che ci sono diversi interessati, persone che vogliono capire a quali condizioni è possibile effettuare un trasferimento"
Più di un italiano, oggi, ritiene che sia giunto il momento di mettere al riparo i risparmi da eventuali prelievi aprendo un conto a Chiasso o Lugano. Un segnale di sfiducia verso Roma che segue l’andamento dello spread, tornato a salire dopo la bocciatura della manovra finanziaria da parte di Bruxelles. "Il risparmiatore medio confrontato con un calo dei rendimenti dei titoli di Stato cerca delle alternative e quindi ci chiede cosa si potrebbe fare", prosegue Citterio.
Non si tratta però di eludere il fisco. Anzi, i clienti starebbero trasferendo i loro patrimoni alla luce del sole. "Questi movimenti possono avvenire in modo trasparente, dovrà essere dichiarata nella notifica al fisco italiano. Le informazioni saranno scambiate annualmente e quindi è una situazione trasparente. Non ci nascondiamo da nessuno".
Intanto in Italia c’è già chi azzarda un paragone con la Grecia, rievocando l’immagine della corsa ai bancomat. Un passato buio che fa paura e che spinge anche i piccoli investitori a guardare al Ticino. "Quando i titoli vanno sui giornali entrano in gioco le emozioni, questo è il momento in cui anche il piccolo risparmiatore si interessa e si informa. In questo senso ci troviamo di fronte ad un fenomeno che interessa anche il piccolo risparmiatore", precisa il direttore dell'ABT.
Tutti i dettagli nel TG di TeleTicino del 23 ottobre
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