Cerca e trova immobili
Ticino
Fucili "dimenticati": riconsegna dimostrativa
Redazione
16 anni fa
Si è tenuta questa mattina a Lugano un’azione di riconsegna collettiva di fucili d’assalto “dimenticati” dall'esercito

Si è tenuta questa mattina a Lugano un’azione di riconsegna collettiva di fucili d’assalto “dimenticati”. Ad organizzarla sono stati Tobia Schnebli  e Danilo Baratti, membri del Gruppo per una Svizzera Senza Esercito, con l’adesione di Corrado Mordasini, coordinatore del quindicinale satirico “Il Diavolo”.

L’azione dimostrativa vuole sottolineare come, negli ultimi 40 anni, su ammissione dello stesso esercito  ben 4674 armi d’ordinanza siano finite in mani ignote, dopo essere state rubate o smarrite.

Secondo gli organizzatori in realtà questo numero sarebbe addirittura maggiore, soprattutto a causa dell’inefficienza dell’apparato burocratico militare che non ha provveduto a ritirare le armi di chi, per le più svariate ragioni, non ha concluso il servizio militare.

Schnebli, Baratti e Mordasini  ne sono un esempio: esclusi dal servizio con sentenza militare sono ancora in possesso dell’arma di ordinanza. Che l’esercito si sia dimenticato di loro? Difficile secondo i tre, dal momento che sono comunque stati chiamati a pagare regolarmente la tassa militare.

La preoccupazione è che le armi disperse sul territorio possano finire in mani poco rassicuranti. Gli organizzatori spiegano che anche se le munizioni non venivano lasciate a chi terminava il servizio militare, come invece avveniva per l’arma d’ordinanza, non è mai stato troppo difficile procurarsene.

In definitiva quello che sperano i membri del Gruppo per una Svizzera Senza Esercito, è che sia ritirato il maggior numero possibile di armi superflue. Ovviamente sarebbero previste eccezioni per cacciatori, tiratori sportivi e collezionisti.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata